Tutto Vibra. I gioielli di Nora Fok

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Ad ascoltare una coppa di champagne, si sente lo stesso rumore del mare sulla sabbia.
Lo aveva scoperto Marc Jacobs un’artista parigino dei tempi di Picasso e Modigliani (con il primo divise un’appartamento). Il merito, di bollicine e schiuma. Loro, con un’esistenza tanto breve d’essere di poco più lunga di un battito di ciglia. La definizione di evanescenza.
Eppure la vibrazione… Quel suono leggero, che attraversa la superficie e si trasforma in un fuoco d’artificio e che siano di champagne, mare o bollicine di bagno schiuma.

Proprio queste ultime sono diventate un gioiello. Una collana di bollicine di schiuma create da Nora Fok ed esposta al Victoria ed Albert Museum.
Tante cose da dire.

Intanto l’artista: Nora Fok è una scultrice che usa per le sue opere il filo da pesca -il nylon- che intesse annodandolo o lavorandolo a maglia. A proposito dice:

“È sottilissimo, trasparente, al sole brilla e prende i riflessi di mille colori. L’ideale per creare il mio mondo immaginario”.

E sul mondo immaginario:

“ Sono affascinata dalle trame della natura”.

Ma a guardare le sue opere sembra che il punto di vista attraverso cui guarda il mondo… sia l’eternità, quell’attimo d’infinito mentre tutto cambia. Ed ognuno di loro sembra vibrare di un proprio suono.

Racconta che per anni ha studiato il corpo femminile, poi qualcosa è cambiato quando ha cominciato ha creare insetti con materiale vegetale. E insieme la vita, gli studi di visual art, l’università di Birmighton ecc… .
(ps- Ho cancellato questa frase 1000 volte. Non riesco a dare importanza ai curriculum degli artisti… li trovo un contorno, accadimenti che hanno sviluppato quello già aveva nell’animo. No voglio fare passare l’idea che sia un diploma a fare un artista(ma è la mia opinione. Ma i suoi insetti sono bellissimi e volevo pubblicarli).

Ma cos’e un gioiello?

Torniamo al Victoria ed Albert Museum. Se dovessimo buttare dalla torre la Bubble Bath necklace – o uno qualsiasi dei gioielli di Faberge -in mostra dal 21 novembre nel museo londinese- quale sceglieremmo? Cosa considereremmo ‘gioiello’?
Sembra che la risposta è quello che vogliamo che sia. Ma se andiamo un po’ più a fondo e cerchiamo nei motivi per cui li indossiamo scopriremmo che i gioielli ci rappresentano. Leggevo che hanno la capacità di diminuire le nostre paure per via del fatto che rimandano a competenze sociali e al prestigio, piuttosto che la liberazione da tutto ciò che è brutto e negativo. Quindi in una parola: potere. Resta che il contenuto che si attribuisce a questa parola è il riflesso di quello che si vuole. Dunque cosa c’è dentro la parola ‘potere’ cambia. Trovo ci siano gli ingredienti della lotta tra essere e avere (inteso come apparire ma anche come riconoscimento. Avevo ascoltato una conferenza di Umberto Galimberti in cui si diceva che ha un’identità’ chi è ‘riconosciuto’ dalla società e con tutte le implicazioni del caso). Prendete la collana di bolle di sapone, all’interno della mostra ‘cos’è il lusso’ rappresentava il tempo che si dedica a se’ stessi. Quindi i gioielli oltre ad essere il nostro specchi lo sono anche dell’epoca che stiamo vivendo.

Nora Fok aderisce al movimento del gioiello d’artista, cioè l’idea è più importante del materiale, ma poi, certo è chi li sceglie a renderli tali. Elisabetta Guida.


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