Tra dentro e fuori

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C’era una volta un vecchio fienile… si potrebbe pensare. Ma la prima cosa che viene in mente, a guardare questa casa, è la relazione tra interno ed esterno, come se questi due concetti entrassero uno dentro l’altro senza avere un confine definito. Aristotele diceva che la  prima esperienza del fuori rispetto al  dentro  è l’aria che un corpo respira. E c’era uno stilista, non ricordo chi (forse Armani?), che sosteneva che si è veramente eleganti solo quando ci si dimentica cosa si indossa. Forse ‘naturale’ è la parola, bisogna essere.

Nel caso di The Barn (il fienile), interno ed esterno sono una sfumatura di luce e colore che attraversa la casa e dove il fulcro del dentro è rappresentato da un camino. Per il resto grandi finestre, porte di vetro, soffitti alti per aumentare il senso di spazio, un pavimento in quercia, colori chiari e l’esterno creato con legno di recupero di un altro fienile.

La casa è sulla costa dello Hampshire, a due passi dal mare. Intorno un giardino che mi ricorda il crescere apparentemente selvaggio dì fiori e piante a Saint James Park, il giardino all’inglese.

E certo i paesaggi hanno il loro peso, soprattutto quando combaciano con un modo d’essere. Ma delle volte  capita che l’interno debba costruire nuove relazioni perché ad esempio si trova a fare i conti con due esterni, qualcosa di diverso da quello che ci circonda. 

Ricordo un associazione di case d’epoca, per una fiera, aveva ricreato, con specie diverse di muschio, i giardini di castelli e palazzi, nelle cassette di legno per la frutta. Ed erano cosi affascinanti da essere più belli di quelli  veri. 

L’idea è questa. 

E se il desiderio è vivere in un giardino allora gli escamotage sono infiniti. L’importante è avere le idee chiare su ciò che si desidera. Ci sono i vasi ed alcuni sono talmente grandi da ospitare veri e propri alberi. Io però credo che le piante parlino tra loro attraverso le radici, quindi dentro in un vaso non sarebbero felici. Per non parlare del fatto che gli mancherebbe la pioggia, il vento, il sole sulle foglie. Allora la soluzione non può che essere matita e colori. 

A proposito Claire Baisler potrebbe essere la persona giusta, quanto meno per confrontare il proprio progetto. Ovvio sempre che ci si voglia affidare ad un affresco. Ma diciamocelo, la vera ispirazione e’ la stanza sotterranea della Villa di Livia, a Roma, la terza moglie di Augusto. D’altra  parte le pareti sono solo tele un po’ più grandi: niente di meglio per costruirsi il proprio universo parallelo.

Elisabetta Guida

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