Pensiero disegnato.

Share

1-
In genere si pensa agli universi paralleli come a qualcosa di grande, persi in chissà quale angolo dello spazio… magari celati alla vista. E se invece ce li avessimo sotto gli occhi tutti i giorni e fossero infinitamente piccoli? Di sicuro niente è più soggettivo di una dimensione: dipende da chi guarda.
Immaginate il Dio del Sole che dopo avere portato il sole per il cielo con il suo carro, torna stanco nel suo castello. E se il nostro pianeta fosse uno dei tanti granelli di polvere atterrato sulla consolle all’ingresso, tra fotografie e piatto svuota-tasche?
Questa è la storia di un mondo. In realtà solo un pensiero illustrato che mi arrivato mentre facevo un ecografia. La luce grigiastra, i movimenti impercettibili davano l’idea di uno specchio d’acqua al chiaro di luna.
La chiave per leggere questa storia e’ quella della carta dell’appeso. Vale a dire guardare il mondo da un altra prospettiva.

2-
C’erano una volta due ragazzi come tanti, di quelli che si baciano contro le porte della notte.
Indifferenti al mondo.

3-
Intorno la vita era difficile, ma non così tanto, da impedire una vita quasi normale. Nel senso che le cellule come loro non erano ancora arrivate al punto di doversi nascondere per non essere braccate ed uccise dai corpi speciali. La loro unica colpa era quella di essere diversi.
Si tratta di un mondo da immaginare come una grande fabbrica, un orologio perfetto.
I corpi sono un inferno per chi ci si trova. Non c’è spazio per essere.
Ogni tanto succedeva che nasceva qualcuno che voleva cambiare le cose. Anche se a dire la verità “cambiare le cose” erano paroloni, più che altro impazzivano d’esaspetazione.
Il problema era che non avevano un’idea concreta su come fare funzionare un corpo diversamente, non avevano idee. Semplicemente continuavano e continuavano a moltiplicarsi, sperando di prevalere. Ma il corpo se ne accorgeva e reagiva. E comunque , anche se fossero prevalsi, sarebbe finita male, succedeva che non sapevano da che parte girarsi e mandavano tutto all’aria.
Indubbiamente erano da comprendere, desideravano solo prendere fiato, resta che per cambiare le cose ci vuole intelligenza. E’ difficile, ci vogliono anni di evoluzione e sangue freddo. Per non parlare del fatto che quando si vive una situazione raramente si riesce a vederla.
Dunque cosa fare se non sperare per il meglio?

4-
Intanto i due ragazzi, finiscono il liceo i parenti, gli regalano un week end al Grand Hotel al lago del ventre. È proprio mentre sono al largo su una piccola barca, un liquidò infuocato, in un battito di ciglia travolse ogni cosa. Non ci furono superstiti, milioni di morti anche tra le cellule considerate conformi.
Tre considerazioni:
1- la vita è un incantesimo, la concausa di non so quante battaglie che neppure sappiamo siano state o sono combattute.
2- A prescindere, ci diamo troppa importanza. In tutta questa storia, immaginate la donna delle pulizie di Giove che con un colpo di piumino ci spazza via tutti.
3- E se le cellule ribelli una volta che hanno capito come organizzarsi fossero la chiave dell’eterna giovinezza? Perché tutti vogliono essere felici, è una trovata la formula chi mai se ne vorrà andare dal corpo? Una specie di Rivoluzione francese ma … senza Robespierre ed i suoi amici sanguinari. Un mondo giusto. E allora magari verrà un giorno in cui qualcuno sarà diagnosticato di cancro e come oggi si sentirà quasi condannato. E Invece succederà esattamente il contrario.
Questo volevo dire!

Fine del pensiero illustrato. Testi e disegni sono miei. @elisabettaguida