La natura misteriosa di Iaia Filiberti

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A volte basta un giardino. Ma non nel senso del solito ‘anche poco è bello’: perché qui non si tratta di accontentarsi, piuttosto, tutto il contrario.
La protagonista di questa articolo è Iaia Filiberti, ma prima di parlare di lei -che se non la si conosce (e io l’ho incontrata) la si definirebbe semplicemente un artista, o un’esploratrice di altre realtà – qualche premessa.

La storia comincia in pieno lock-down, nel giardino della sua casa al lago Maggiore. Le sessanta micro- fotografie montate all’interno di cubi di metallo bianchi o neri -l’effetto è quello di guardare da un cannocchiale- documentano il mistero della natura.
Forse, quello che c’è dietro la realtà che vediamo.
Argomento questo, che rimanda a Maya, una parola che in sanscrito significa creazione e si traduce nel potere di dare una forma alle cose. Ma le forme sono tante, così l’umanità ha dimenticato l’essenza delle cose, almeno fino a che non cade il velo. Si sa, la nostra storia è piena di tentativi di alterare la percezione della realtà, mettere da parte per un momento i nostri limiti e vedere il mondo com’è veramente. Da sempre per parlare con gli dei si sono usate sostanze allucinogene. Perché non siamo diversi dagli altri animali che vedono la realtà in modo parziale e condizionato dai propri organi.

Eppure Iaia Filiberti…

1- Penso al titolo del progetto, ‘Arianna e Teseo’.
il mito greco che racconta della figlia di Minosse, il re di Creta, che si innamorò di Teseo e gli svelò il trucco per uscire dal labirinto. Ma il labirinto in Grecia rappresentava la profonda energia della terra. Cosa affascinante, perché questa “forza” che sovrintende alla vita e’ un archetipo presente in tutte le culture ed identificata come la Grande Dea, che nell’antica Grecia era personificata da Persefone, Demetra ed Ecate.

2- Poi lei, Iaia Filiberti, che ho incontrato al ‘Mia Photo Fair’. Avete presente quelle persone minute e perfette che non hanno età? avrebbe potuto essere un’esserino soprannaturale come una fata.

3- E ancora che l’artista ‘sembra’ abbia raccontato la storia del mistero della natura mixando diverse tecniche: colori flou, figure mitologiche… In alcuni scatti appare come Persefone o Demetra. (Le due dee che inventarono le stagioni. Prima che Ade rapisse Persefone era sempre primavera od estate. Ma poi Demetra, che era la dea della fertilità e dell’agricoltura, madre di Persefone, disperata getto’ sull’umanità inverni rigidi. La bella stagione la dobbiamo a Zeus, che con Ade, arrivò ad un accordo. Persefone sarebbe stata nell’ade sei mesi e sulla terrà altri sei. E quando tornava nel mondo dei vivi al suo passaggio il mondo rifioriva).

Conclusione: siamo sicuri che quello che ci mostra Iaia Filiberti non sia il vero aspetto della natura e che lei non sia una delle dee che rappresenta?
A riguardo in uno scritto che fungeva da comunicato, si parlava di questo progetto come di una camera delle meraviglie… curiosità che si sono collezionate durante viaggi in luoghi sconosciuti…. Elisabetta Guida

Per fare esperienza diretta delle opere di Iaia Filiberti, dal 9 novembre, “Arianna e Teseo” saranno ospitate alla Galleria:

Il Chiostro Arte Contemporanea, Viale Santuario 11, a Saronno.
www.ilchiostroarte.it

(A partire dal 9 novembre 2021)

Mentre per seguire Iaia Filiberti: www.iaiafiliberti.it

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