Il tributo alla curiosità di Arnout Visser

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Arnout Visser è una persona interessante, ma molto interessante.
Era a ‘Masterly: the Dutch in Milan per la design week’. Lui lavora il vetro e per l’occasione ha creato una serie di opere ispirate all’invenzione del telescopio, il meccanismo che permette di vedere lontano fu scoperto da un ottico olandese, Hans Lipperhey, all’inizio del 1600.
Ma raccontata così, sembra niente di che.

Invece…

Intanto Atnout Visser, che si definisce un creativo solitario alla ricerca della forma e si è scelto come simbolo un rinoceronte. Animale insolito… a proposito racconta che lo incuriosiva il fatto che il suo corno è sempre stato disegnato. Tra l’altro non sono di osso o avorio ma cheratina, la stessa sostanza delle unghie e dei capelli. (Ed io aggiungo che alcuni studiosi di medioevo ritengono che il mitico unicorno sia in realtà il rinoceronte).

Ma è il suo modo di vedere il vetro ad essere davvero particolare: lo usa per trasferisce i concetti scientifici nelle opere. Per meglio dire, i suoi manufatti vogliono rappresentare la meraviglia della scoperta, in un senso… sperimentabile.

Prendere i vetri di quest’anno, per rendere la magia del telescopio a creato tantissimi strati di vetro e tra una fessura e l’altra… acqua. Così quando ci si guarda attraverso si sperimenta lo stupore. L’idea di partenza per Arnout Visser è che la plasticità e la trasparenza del vetro sono perfette per raccontare una scoperta, quasi meglio delle lettere dell’alfabeto. E non si ferma davanti a niente. Per arrivare a mostrare quello che vuole dire,ha creato dei nuovi modi di lavorazione del vetro, come nel caso del metodo ‘lost-basket’ (si tratta di una serie di reazioni chimiche nate dal mix fuoco e acqua. L’effetto si crea è questo:

Il concetto che vuole esprimere è l’idea di rinascita, la Fenice che risorge dalle ceneri.

Quello che però non posso togliermi dalla testa è la poesia. Accanto al microscopio (dell’allestimento) c’era a fungere da seduta proprio uno dei suoi Basket Stool. Era nero, bellissimo, imperfetto. Eppure non si è trattato di una provocazione, perché il vetro è materiale resistentissimo, utilizzabile come una seduta.
Elisabetta Guida.


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