I gioielli di Patrizia Fratta sono un respiro

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Creare e crescere hanno la stessa radice etimologica.
Chi si intende di grammatica racconta che ‘crescere’ è un verbo incoativo, cioè esprime l’azione di ‘creare’.
Dunque Essere & Fare in un connubio indissolubile.
Mi danno questa sensazione, i gioielli di Patrizia Fratta. L’idea che, forse, siamo tutti dei giardinieri inconsapevoli, con il compito di trasformare il nostro modo di vedere il mondo in qualcosa di reale e tangibile.

Un pensiero che mi è venuto con la complicità del lavoro ‘ufficiale’ della designer, un po’ ’ restauratrice di affreschi, un po’ scenografa, e a Londra (che, certo, le cattive abitudini si ritrovano ovunque,  ma per me è la città del merito e della libertà).
Me la immagino con  una matita in mano e la capacità di sapere lavorare i materiali.  Perché nella mia testa la chiave, sempre, è ‘costruirsi il mondo intorno’.

E lei, per creare i suoi gioielli, batte e lavora i metalli -guidata dal suo mantra -‘Riempire per svuotare, svuotate per riempire’- come un’alchimista. Non per niente Lo scopo è raggiungere ‘la forma’, cioè quell’aspetto che sarà foriero di circostanze fauste. E non intendo fortunate  ma proprio fauste, una sorta di benevolenza  oggettiva, come se si avesse il favore degli Dei.

Eppure, nonostante la grandiosità della cosa, questa positività la vedo solo come una parte del discorso. Perché quello che mi rapisce dei suoi gioielli è la vita che comunicano; il senso di prosperità. Mi verrebbe addirittura da usare l’aggettivo “rigogliosi”, come se invece d’essere oggettini di metallo fossero piantine.
Ho cercato di capire di più. Così ho chiesto a Patrizia Fratta, che significati da’ alle parole: abbondanza, ricchezza ed opulenza.
Mi ha risposto che si figura l’abbondanza come “un meraviglioso albero di cachi, carico di frutti maturi, pronti per essere colti”. Invece la ricchezza “è un termine che associo alla fantasia ed alla curiosità, che fortunatamente mi hanno permesso di non avere mai battute d’arresto nel mio percorso creativo”. E l’ opulenza come “un eccesso disordinato”. 

Curiose queste definizioni, soprattutto l’ultima perché permette di mettere in luce un’altra sfaccettatura dei suoi gioielli: la capacità di essere, nell’armonia di un come mi pare. Grandi e vistosi, ma nel mondo in cui lo può essere una peonia gigantesca. Perché in definitiva i gioielli di Patrizia Fratta sono naturali come un respiro.
Elisabetta Guida

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