Connettersi al cuore & sorridere. Questo bisogna fare.

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Ogni volta che sento o leggo le dichiarazioni di certi politici, apro un giornale o vedo un tg, mi sento come se fossi stata aggredita da dei bulli. Come se l’obiettivo non fosse avere cittadini consapevoli, ma sottomessi.

Leggevo ‘How to stop time’ di Matt Haig (se interessa, l’ho trovato noioooso…. ma ricco di terminologia inglese -parole e sinonimi a volontà- ) ed il protagonista, che ha il contrario di una malattia degenerativa -invecchia lentissimamente; 1 anno ogni 10- sosteneva che dalla storia non impariamo nulla. Sono d’accordo.

Ma comunque, parlavo con un’amica di questo senso di aggressione.
E questa amica che ha, a sua volta un’ amica di fede buddista, mi riportava, che l’unica soluzione per sopravvivere a questa epoca è connettersi al cuore e sorridere.
Credo sia questo quello che bisogna fare.
Certo non fermerà la violenza, ne avremo più informazioni sulla situazione che stiamo vivendo, ma di sicuro cambieremo il mondo intorno a noi.

Tra meno di un giorno, sarà dicembre, il mese delle feste.
Non so cosa si potrà fare, visto l’arrivo della nuova variante. Ma qualunque sarà il nostro Natale, un’ idea potrebbe essere quella di festeggiarlo dando un taglio a cliché e tradizioni, a cominciare dai dolci. (Sarà che mi sono resa conto che  abitudini e convinzioni consolidate hanno nascosto così tante ipocrisie che mi da’ noia anche solo il pensiero del panettone). E poi continuare creando feste realmente inclusive, si trattasse solo di una telefonata su Skipe.

Amiamo, coltiviamo il presente e ‘Siamo’, qualunque sia la situazione che stiamo vivendo.

Elisabetta Guida

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