“Conforting Home”

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A volte succede che ci si sente così nella propria pelle dentro un abito che ci si scorda addirittura di essere vestiti. Le ‘conforting homes’ di Nathalie Deboel sono esattamente questo. Ambienti che hanno a che fare con i paesaggi interiori di chi li abita, tanto da far dubitare che mai siano state disegnate da qualcuno, ma, semplicemente, esistono.

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Strane creature…

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Cosa esiste, cosa no?
Ma soprattutto cosa si intende per vita?Monsieur Cailloux è un grande esploratore. Per anni con la sua navicella spaziale ha esplorato molti pianeti alla ricerca di vita. Ma tutti si sono rivelati disabitati, fino a che è capitato sul pianeta Mrcx. Da allora strani esserini atterrano a Parigi, precisamente in Saint Germain des Pres, alla Galleria Club Sensible…
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Coltivare il deserto. (La Dubai Design Week)

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A Dubai il cambiamento parte dall’ identità. Ed è curioso che la città che è stata sempre identificata con il lusso e la ricchezza, è invece una delle più profonde e vere. Le cose non sono mai come appaiono.

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A partire da un origami… (la Dubai Design Week)

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Ali Bahamani è un artista che insegna gli origami anche in Giappone. E per la Design week di Dubai, organizza uno workshop dove è possibile creare forme di geometria pentagonale. Parole che lo fanno sembrare cosa complicata, ma non bisogna farsi intimorire. L’idea è mostrare da dove viene l’architettura e la semplicità che sta dietro una sovrastruttura.

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Il profumo della libertà.

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State Of Mind, lavora sulla sinestesia. L’obiettivo, di questa Maison di profumi artistici parigini, è fare entrare le persone in una certa disposizione d’animo che meglio li veste. E lo fa stimolando contemporaneamente due sensi, il gusto e ovviamente l’olfatto associando al profumo tè pregiatissimi. Il risultato è una sorta di pnl. Per il lancio di “Open Mind”, ho incontrato la fondatrice, Catherine Laskine Balandine.

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Nebbia…

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Yosa Buson in un Haiku scriveva:
“Nebbiolina del mattino
Simile a un dipinto di un sogno
Gli uomini proseguono per la loro strada”.
Alla Biennale del design di Zurigo Authos.ch e Stella Speziali hanno creato un’esperienza immersiva per ‘sentire’ la nebbia.
Perché per percepirla ci sono due modi…

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La natura misteriosa di Iaia Filiberti

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A volte basta un giardino. Ma non nel senso del solito ‘anche poco è bello’: perché qui non si tratta di accontentarsi, piuttosto, tutto il contrario.
La protagonista di questa articolo è Iaia Filiberti. La storia comincia in pieno lock-down, nel giardino della casa di Iaia Filiberti sul lago Maggiore. Le sessanta micro- fotografie montate all’interno di cubi di metallo bianchi o neri -l’effetto è quello di guardare da un cannocchiale- documentano il mistero della natura.
Forse, quello che c’è dietro la realtà che vediamo.
Argomento questo, che rimanda a Maya, una parola che in sanscrito significa creazione e si traduce nel potere di dare una forma alle cose.
(…)

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In un deserto pieno di stelle

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Grazie a questa epidemia ho scoperto il cappuccino ‘viaggiante’ (cioè all’americana): bicchiere di carta e possibilità di berselo dove si preferisce. Meraviglia. E in modo particolare quando piove a dirotto!
Mi era capitato di ripararmi alla belle e meglio sotto un tenda. C’era l’acquazzone, l’ombrello, quel senso di bagnato e freddo che poi ti perseguita tutto il giorno. Ma anche l’odore dell’acqua mischiato alle foglie bagnate e il cappuccino bollente a fare da contrasto. La cosa incredibile è che era come se solo il mio, fosse il mondo reale,  il resto, vita dentro un acquario.
È stata una sensazione di libertà assoluta. Una parentesi dal rumore del mondo.
Così ho pensato…  se si provasse a moltiplicare questa sensazione per un numero infinito, in quale luogo della terra ci troveremmo catapultati?.
Secondo me, nel deserto di Atacama a guardare le stelle.

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Il mondo intorno. (Marshall Vernet)

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Cosa è vivo e cosa è inanimato? A guardare le fotografie di Marshall Vernet mi ritrovo nello stesso stato d’animo in cui capita di vedere un animale selvaggio. Quella vita, altro da me.
Settimana scorsa il fotografo americano era al Mia, a Milano, con la Casagalleria Montegeneroso (un progetto particolarissimo), così l’ho incontrato e gli ho chiesto come vede il mondo.

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Complessità

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Immaginate un sistema fatto da tante parti completamente autonome con un proprio modo di reagire, pensare, fare. Giorgio Parisi ha vinto il premio Nobel per avere scoperto il rapporto tra il momento di “l’anarchia” e la variazione che si determina in un sistema. L’ordine del disordine.
Ma la complessità è il modo in cui ‘sentiamo’, ‘impariamo’, ‘sperimentiamo’. Considerato che siamo un miscuglio di dentro/fuori, emozioni, progetti e poi c’è il passato è le sue influenze. Un fatto che mi fa pensare ai Collage e alla maniera di percepire un colore, una tecnica di pittura, un’immagine. E a come siano a loro modo sistemi complessi.

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Fabbriche

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In Australia c’è una casa che appare come fosse una fabbrica restaurata. In realtà i mattoni sono stati presi dalla demolizione dell’edificio vicino e la forma a dente di sega richiama le fabbriche della zona. Ma la cosa che colpisce più di tutto è il calore che emana.L’effetto è quello di una chiesa sconsacrata che diventa un caffè.
Dunque cos’è una fabbrica e perché ci si riconosce nello stile industriale?

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Non mi faccio calpestare

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Oggi per la prima volta,Un ufficio stampa non ha autorizzato la pubblicazione di un mio articolo. La titolare mi mandato

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