Carte da gioco per raccontare una storia…

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Mentre leggevo su Wikipedia la storia delle carte gioco, il titolo di questo articolo è diventato il mio pensiero. Anche se, in realtà, a macinarci ho cominciato prima… L’idea era scrivere un racconto, dove per ogni capitolo avrei fatto i tarocchi ad uno dei personaggi e da lì avrei incastrato lo scenario, un po’ credendoci, un po’ no, visto che ci è stato dato il regalo più bello che si possa mai ricevere: la libertà.

Ma a proposito di piani di realtà che si possono realizzare oppure no, è creare un personalissimo mazzo carte per raccontare una storia… un po’ disegnato, un po’ fotografato, un po’ fotoshoppato.. insomma usando cosa possa cadere sotto l’ombrello ‘nostra appartenenza’. Indubbiamente qualunque evento e’ un impasto di personaggi, decisioni, eventi fortuiti… ma le possibilità sono tante. Il problema è che si pensa che quello che è, è così e basta, ma poi arriva la tessera del domino che distrugge come una torre dei tarocchi tutte le certezze.

Infatti pare che addirittura i semi, cioè quadri, bastoni, cuori e spade, siano solo una convenzione accettata per maggior parte dei produttori. Ma nei mazzi di alcune regioni della Germania, intorno al 1400 si doveva parlare più propriamente di cuori, campane, foglie, ghiande. Per non parlare dei disegni, alcuni simboleggiavano le famiglie reali ed il loro vassalli, in altri potevate trovare nei panni di una regina  la dea Atena, in fante Ettore, il principe di Troia, oppure Alessandro Magno nei panni di un re. Ed anche i valori della carte sono cambiati. Se inizialmente il re era la figura che dava punti maggiori dopo la rivoluzione francese è diventato l’asso.

Proprio in Francia le carte hanno avuto una grande diffusione, nel XVI secolo  per Rouen fu una vera e propria occasione di lavoro. Le loro carte erano così famose che  i semi -cuori, quadri, ecc..- sono francesi e sembra che siano arrivate in Inghilterra proprio dalla Francia.

E sapete la stesa della divinazione a tre carte? arriva dalla briscola, che allora si chiamavano presa e risposta. Un gioco così antico che è descritto che ne parla l’ “Académie Universelle des Jeux”, un libro del 1739 che racchiude le regole di tutti i giochi.

Ma…. il mazzo di carte più antico, attualmente esistente, è nostro! Si chiama “Italia 2” e pare sia datato in un periodo che va tra 1390 e il 1410. Il più nuovo quello che racconta la vostra storia.

D’altra parte, nei mazzi di tarocchi, la vita è il viaggio del matto verso il mondo, Poi una volta raggiunto si ricomincia!

Elisabetta Guida

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