Le valige sono pezzi di cuore. Il localizzatore per il bagaglio.

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(c) Jack de Nijs / Anefo [CC0], attraverso Wikimedia Commons

La vita è breve, non si sa quale può essere l’ultimo giorno, dunque, quando si è lontani da casa, è bello portarsi tutto l’armadio. Perché come si può scegliere in anticipo? Sapere già cosa si avrà voglia di indossare quel tal giorno;  magari fa freddo oppure caldo, il tempo è  variabile.  Poi non si sa mai chi si potrà incontrare. E a parte tutto il vestito da sera ci vuole sempre. Necessario come l’aria. Anche se si partisse per un arrampicata sull’Himalaya: non è necessario indossarlo, solo sapere che c’è, guardarlo qualche volta e la polvere di stelle, qualunque momento stiate attraversando, vi sommergerà.

FinnBjo~commonswiki (secondo quanto affermano i diritti d’autore). – Nessuna fonte leggibile. Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=704591

Chiaro le compagnie aeree con questa fissazione sul limite del peso, mostrano davvero poca sensibilità! Agli imbarchi sembra di essere all’ammissione del regno dei morti degli Antichi Egizi con Anubi che pesava il cuore del malcapitato e che doveva essere più leggero di una piuma. Ma la prova più dura è al ritiro del bagaglio. Aspettare che i vostri bambini (le valigie) arrivino da voi trotterellando sul rullo… e niente da fare, svanite nel nulla. Panico, sconforto, disperazione.

Però da oggi si sono inventati il localizzatore.

Di sconosciuto – http://www.earlyaviator.com/, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=944575

Uno strumento che permette di sapere il luogo esatto in cui si trova la valigia. Equipaggiato con “accelerometro trassiale brevettato” (si spegne automaticamente durante il decollo e si accende quando tocca terra) ed utilizza altre diavolerie moderne come la triangolazione delle reti wifi e la rete cellulare Gsm/Gprs. Il problema è che un tantino costoso… 119 euro  incluso l’abbonamento annuale per il servizio.

Si dice che ai tempi della rivoluzione francese, una nobildonna, riuscita a fuggire e già al sicuro, si accorse di avere dimenticato i gioielli. Tornò a Versailles e le tagliarono la testa. Ecco questo è un caso in cui è meglio non sapere. Elisabetta Guida

 

 

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