Idea weekend: Mata Hari “full immersion” a Leeauwarden (dal 14 Ottobre)

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La notizia è che la Francia ha appena desecretato gli atti processuali che videro Margaretha Geertruida Zelle, in arte Mata Hari, accusata e poi condannata a morte per spionaggio. Così le trascrizioni delle udienze, le prove chiave come i telegrammi intercettati da un diplomatico tedesco a Madrid sono per la prima volta a disposizione di chi volesse saperne di più.

Il Fries Museum, a Leeuwarden, città Natale di Mata Hari, ha colto l’occasione per organizzare una mostra sull’illustre cittadina; tanto più che il prossimo 15 ottobre ricorreranno i 100 anni dalla morte.

L’idea che sta sotto a “Mata Hari: the myth and the maidenè” è quella di fare luce, diradare la nebbia che avvolge questa figura. Il Fries Museum prova -attraverso documenti ufficiali, lettere scritte di pugno da Margaretha Zelle, oggetti privatissimi e personali, il suo diario- a cercare risposte a domande tipo: è stata per davvero una spia o sia stata travolta dagli eventi, le ragioni del suo divorzio, il suo rapporto con i figli, i motivi che la indussero a rifarsi una vita a Parigi. Addirittura da dove derivi la sua passione per gli uomini in divisa. Ci sarà anche un dipinto di Isaac Israels che la ritrae a grandezza naturale appena restaurato e che la vide posare appena prima di essere arrestata.

Certo il museo di Leeuwarden non s’è risparmiato. Arriveranno prestiti dal National  dal  Archives di Londra, la Bibliothèque Nationale de France, l’archivio militare di Vincennes e il Musée Guimet di Parigi.

E a proposito del Musée Guimet, l’ente parigino conserva parte delle scenografie (una statua di Shiva e quattordici marionette wayang) del primissimo spettacolo di Mata Hari. Fu nella biblioteca del famoso industriale Emile Guimet, qui la svolta, quando Margaretha Zelle incontrò il suo destino. Un po’ come Bellero che trova la sua fonte, perchè da quel momento Leeuwarden, la morte di suo figlio, un marito che rifiutò di pagarle gli alimenti e gli impedì qualunque contatto con la figlia, divenne un’altra vita. Per lei da allora si aprirono le porte del mito: la luce dei palcoscenici, i numerosi amanti, il fascino.

Rimane che pur mettendo sotto la lente la vita di Mata Hari –il Fries Museum ha anche aperto un blog tutto dedicato a Margaretha Geertruida Zelle-, la seduzione è un profumo inafferrabile.

Per chi fosse interessato l’aeroporto più vicino a Leeuwarden è a Groningen Eelde, da qui si prende l’autobus o il treno (ce ne sono 3 ogni ora). Curiosa Leeuwarden e la Frisia in genere, intanto la loro cultura. I frisi erano delle tribù germaniche, in queste terre fondarono il loro regno la Magna Frisia. Poi successe che per via di una battaglia persero la loro indipendenza. Fatti che avvennero nel medioevo ma che ancora oggi fa desiderare l’indipendenza.  Nonostante, anche se non so quanto sia attendibile, in un sondaggio secondo il 70% dei giovani si identifica con la cittadinanza Olandese. Hanno una loro lingua, il frisone, e sono luoghi tutti da scoprire.

Ho dato un occhiata alle sistemazioni. Quella mi ispira di più (col beneficio del dubbio) è il City Centre de Rozemboom, a metà tra un hotel e un appartamento, è in un palazzo del XVII secolo e la colazione, biologica, può essere continentale, vegetariana o senza glutine. Elisabetta Guida

Per saperne di più:

(le fotografie sono una cortesia del FriesMuseum)

 

 

 

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