Viaggi delle feste- 2) sul mar morto, a Masada & Qumran (con tampone negativo)

Share

Se l’idea è scappare, il Mar Morto è la soluzione. 

La maratona sul Mar Morto, organizzata lo scorso anno. @VisitIsrael


A 428 metri sotto il livello del mare sembrerà di essersi trasferiti su un altro pianeta. A partire dal sole, alle grosse concentrazioni di sale che sembrano formare isole nell’acqua. Eppure basterà gironzolare sui sentieri del deserto della giudea, per rendersi conto che siamo ancora sulla terra. Certo una realtà insolita, vi capiterà di vedere gli stambecchi (sembrerà siano ovunque), ma è percorrendo il sentiero del serpente -unica via d’accesso, oltre ad una funivia, alle rovine di Masada-, magari all’alba, che avrete la percezione d’essere ancora su questo mondo. Sono i resti  dell’accampamento romano di sotto a fare da bussola. 

E a proposito c’è tutta una storia che coinvolge il sentiero, Masada e l’impero romano. La via si chiama ‘dei serpenti’ per via dei suoi numerosi ripidissimi tornanti. Ed era proprio a causa dell’inaccessibilità di Masada che Erode ci fece costruire una fortezza dove andarsi a rifugiare in caso di pericolo. Giuseppe Flavio (riportato da Wikipedia) scrive, nelle cronache della Guerra Giudaica, che il sentiero era così difficile da impedire ad un soldato romano di appoggiarci entrambi i piedi. Ma allora i tempi di Erode il Grande erano passati da qualche decennio e Masada era diventata riparo degli Zeloti, una fazione politica d’Israelita, dopo la caduta di Gerusalemme. Resta che per prendere Masada i romani dovettero edificare una rampa d’accesso che colmasse un dislivello di 133 metri. Ma una volta entrati scoprirono che la popolazione preferì suicidarsi in massa, che arrendersi e perdere la libertà.


Nondimeno a solo un’ora da Masada c’è un’altra area archeologica, a tratti, ancora avvolta nel mistero. Si tratta di Qumran, dove al momento due equipe di archeologi sono ancora al lavoro. Qualche giorno fa, Visit Israel ha organizzato una conferenza stampa con Marcello Fidanzio, l’archeologo a capo del team che scava nei pressi del cimitero, dove è stata trovata una tomba molto curiosa. 

@franco56/Wikipedia CC BY-SA 3.0


Ma Qumran è famosa perché nelle sue grotte sono stati trovati i famosi ‘rotoli del Mar Morto’. Il professor Fidanzio ha raccontato che l’avventura ha avuto inizio, il 29 novembre 1947, quando Il professor Eliezer Lipa, andò a Betlemme e compro’ tre manoscritti ritrovati dai nomadi del deserto. Così si iniziò a cercare. la chiave fu il ritrovamento di una giara cilindrica, che poi si scoprì essere una forma rara e unica che caratterizza Qumran. (Dentro rotoli manoscritti avvolti in un tessuto di lino bianco, legato con una cordicella). All’inizio era un po’ tutto avvolto nel mistero, si parlava di testi che si riferissero al giudaismo, alla bibbia, al nuovo testamento. Oggi, sebbene un’equipe diretta dal governo d’Israele stia ancora scandagliando le grotte, non c’è più mistero. In quella che è stata nominata ‘grotta numero 1’ sono stati ritrovati tutti i 66 capitoli del rotolo di Isaia.  Ed il numero totale dei ritrovamenti fino ad oggi è stato raccolto in 40 volumi. 

@visitIsrael

Il mistero che rimane da capire è chi fossero queste persone. A riguardo in una stanza dell’insediamento sono state trovate circa 700 tra ciotole e brocche; vasche per i bagni rituali, la particolare conformazione di un muro che nel 1 secolo d.c. fa intendere la presenza di una sinagoga. Inoltre centro di tutto l’insediamento è una torre il cui uso sembra essere quello della difesa dei propri confini. E se ciò dimostra che fosse una comunità religiosa, resta da capire:

  • perché calcolassero il tempo in un modo diverso rispetto alle popolazioni limitrofe. Proprio all’ingresso del sito è stata posta la copia di una meridiana che contava i giorni dell’anno in 364. Mentre i popoli d’Israele usando un calendario lunare ed essendo i mesi di 29 o 30 giorni avrebbero dovuto  dunque esserci 354 giorni. 
  • Perché seppellissero le ossa a spirale. A proposito è da escludere una ragione scientifica dal momento che nessun’altro ha fatto lo stesso!

Che bella l’archeologia, che meraviglia i misteri. Elisabetta Guida

Il video è stato girato dal Dott. Faraq, direttore del sito archeologico di Qumran. Racconta quello che dovrebbe essere stato l’acquedotto

I commenti sono chiusi.