Tutto è musica

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Sembra sia proprio così: tutto è musica.

Sto seguendo un corso interessante sulla piattaforma edx “The Masterpiece of world literature”. E a proposito non riescono a smettere di pensare al passaggio da un tipo di scrittura che fa riferimento a una ‘cosa’, ad uno invece che trasforma l’oggetto in un suono. Al corso facevano il parallelo tra l’Epopea di Gilgamesh (sapevate che contiene un diluvio precedente a quello biblico? E che una parte della sua traduzione fu quella di George Smith? Pensate un signore che scaricava le navi al porto di Londra e che passava la sua pausa pranzo British Museum -museo che fu orribile con lui-) e l’Iliade.  Io però ho continuato a pensare che il più grande errore che ho fatto mentre studiavo inglese era considerare il suono e la parola come un tutt’uno, senza mai concentrarmi bene sulla prima. 

Perché forse, anzi senza forse dal momento che:

1- c’è una disciplina, l’acusmetria che consisterebbe nella possibilità di far percepire una forma attraverso il suono. (Pare che al Politecnico in un esperimento abbiano ricostruito la rotonda del Palladio con la musica…  – così almeno me l’hanno raccontata.. non so se la cosa risponda a verità o meno- );

2- tutto vibra: e anche se il nostro udito non riesce a sentire ci sono teorie che sostengono che suoniamo anche noi! Di certo c’è il suono delle spazio e dei pianeti. Sul sito della Nasa si possono ascoltare;

3- avete notato che quando le persone parlano in un altra lingua cambiano tono di voce?

(4- Esperienza personale: Uno dei miei marchi di profumi preferiti , Orchestre Parfum,  lavora sulla sinestesia mettendo insieme: suono e odore. Ok non sono i soli a cercare di raggiungere il miracolo dell’accensione contemporanea di tutti i sensi, ma in questo caso funziona -ed è inquietante da quanto funzioni-. Cioè mentre State of mind usa il gusto (nello specifico abbina   te & profumo)  e la sensazione  di “nuvola emozionale” mi era arrivata da dentro, facendomi raggiungere consiste uno stato mentale, Orchestre Parfum mi ha portato via: ma davvero. Addirittura come se gli atomi che fanno materia che si vede e si tocca fossero fatti  di musica. -A proposito, non c’entra… ne con l’articolo, ne con quello che ho scritto ma se vi piace la fisica,  sul canale di Polynerdeia “è davvero tutto fatto di atomi” è davvero interessante-.)

Dunque dicevo, se mettiamo insieme tutto,  siamo orchestre jazz!

E allora, se la lingua che parliamo è musica e noi siamo musica, immaginate le storie, i romanzi… più che altro l’impatto che hanno su di noi e di come diventano noi.

Ora mentre cercavo il pretesto per scrivere di questo: sincronia. L’ufficio israeliano del turismo mi ha mandato un email con una grande opportunità. Quest’anno, dal 10 al 13 maggio la prima digital edition del Jérusalem Writers Festival,  naturalmente il bello è che gli interventi sono in inglese e si può capire se interessa (e magari spenderci un viaggio il prossimo anno). Qui dove andare:  www.festmishkenot.org.il .

Ma ve lo ricordate “L’amante” di Jehoshua? Bello..

Elisabetta Guida