Tra materiale e immateriale. Mangiare nei Paesi Bassi.

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La cartina della regione olandese della Zelanda, nel 1580 disegnata dal cartografo Abraham Ortelius; via Wikipedia

La fotografie è una cortesia di www.Holland.com

Cipolla, sedano, carota, una spruzzata di vino bianco, e le cozze che sfrigolano per qualche istante, poi il profumo che come un tappeto volante scivola via.  Come se approfittasse della finestra aperta e portasse in un tempo lontano. Quando la Zelanda aveva altri confini, un’altra forma; d’altra parte i Paesi Bassi sono così, un gioco di prestigio tra terre emerse e sommerse.

Spiaggia della Zelanda.
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Chiocciole di mare con pane e uvetta. La fotografia è una cortesia di www.Holland.com

E chissà, forse raggiungerebbe la Bretagna, magari una cucina del Morbihan, anche se lì sono un po’ meno semplici (più simili a un nostra impepata fatta col burro e accompagnate con patate fritte) in pieno 1671 quando entrambi furono in guerra contro la Francia. Per la Bretagna fu il tentativo di seguire la massima di Cesare, “dividi e impera”, al contrario. L’idea avrebbe dovuto essere quella di sfruttare la debolezza della Francia impegnata nella conquista dell’Olanda. A Francia e Bretagna andò male, ma l’Olanda: come un film. Immaginate Guglielmo III d’Orange rompere le dighe e inondare il paese per difendersi dagli invasori.

Cozze olandesi. La fotografia è una cortesia di www.Holland.com

Con ciò se il profumo sprigionato da cozze & condimento preferisse rimanere in zona, avrebbe sempre potuto raggiungere il naso di qualcuno che proprio in quel momento stesse per addentare qualche littorina appoggiata su una fetta di pane con l’uvetta. Mentre riguardo alle ostriche (ce ne sono di due tipi: da  fare a ferri e da magiare crude) ci sarebbe da fare un discorso a parte, visto che dopo essere passate dalla Zelanda, secolo dopo secolo, hanno nuotato fino alla parte di mare di Waden che appartiene alla Danimarca ma che bagna anche Paesi Bassi e Germania. Pare che la fanghiglia che lo caratterizza, identica a quella che si trova nella laguna veneziana, sia terribilmente appetitosa ai sensi degli organismi marini.  Dunque, questo profumo ne avrebbe da fare di strada.

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E le acciughe, come dimenticarsele? Ma per quelle bisogna spostarsi verso le secche dell’Oosterschelde, nel il Brabante Settentrionale.  Perché a guardare le specialità culinarie e la conformazione politica dei Paesi Bassi viene da pensare alle sue regioni come ai banchi in un mercato grande come una nazione (c’è una filosofia, il neotomismo, per cui non esisterebbe una divisione tra anima e corpo, ma si sarebbe un impasto delle due. Ecco spostata tra conformazione fisica e risorse agro-alimentari farebbe al caso.  Per non parlare del detto dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei).

E a proposito di mercati, Amsterdam ha quello più grande d’Europa.

Il mercato del formaggio di Gouda. La fotografia è una cortesia di www.Holland.com

Ma certo bisogna fare un salto nella valle dei formaggi – tra Amsterdam stessa, Rotterdam, L’Aja e Utrecht- prima ancora del basso medioevo quando alla città di Gouda venne dato il diritto esclusivo di commercializzare il formaggio- e tutti contadini della Contea D’Olanda (che si estendeva più o meno all’interno di questi spazi e fu una signoria del Sacro Romano Impero) si mettevano in marcia verso quel mercato per vendere il loro prodotto. Piuttosto nell’anno mille, quando questi posti

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erano disabitati e un gruppo di contadini delle Fiandre e di Utrecht, con

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l’aiuto di alcuni monaci benedettini, bonificarono l’area, e costruirono le prime fattorie.

Oggi parlare delle Fiandre è dire Belgio ma fino al 1830 Belgio e Paesi Bassi avevano gli stessi confini. E viene da pensare ad un altro prodotto tipico olandese: l’asparago bianco.

L’asparago bianco. la fotografia è una cortesia di www.Holland.com

Un Castello del basso medioevo nel Limburgo. La fotografia è una cortesia di www.Holland.com

Pare che le sue piantine siano arrivate in Europa dalla Mesopotamia, e le sue colture, nemiche del sole, vanno forte nei paesi del nord. Divagando, nel Brabante settentrionale c’è una strisciolina di terra che prese il nome di Limburgo -un’antico ducato esistito fino al 1648 e che occupava Maastricht, Liegi e Aquisgrana- che, una volta ottenuta l’indipendenza belga, fu divisa in due parti; una rimasta ai Paesi Bassi fece parte della confederazione tedesca. Ed è proprio qui che l’asparago bianco cresce tutt’ora.

Spunto per dire che Paesi Bassi sono un crogiolo di culture ma in versione unica ed originale.

Gli agnelli dell’isola di Texel. La fotografia è una cortesia di www.Holland.com

Un po’ come l’erba che cresce nella terra salata di Texel, un’isola del mare del nord, e che dà un sapore tutto speciale agli agnelli che la brucano. O il presente olandese, per esempio realtà come Rotterdam in cui molti caffè e ristoranti sono impegnati a sostenere i produttori locali. Ma anche sono coinvolti in iniziative del tipo di quella di Rotterzwam, un’azienda locale che coltiva funghi utilizzando i fondi di caffè forniti dai bar della zona. Oppure il Fenix Food Factory situato a Katendrecht, un mercato contadino, dove chi coltiva ortaggi o produce birra, formaggio o sidro può vendere i suoi prodotti.

Prendiamo esempio e quando facciamo la spesa mandiamo al diavolo la pubblicità? Elisabetta Guida

il caviale del Brabante. La fotografia è una cortesia di www.Holland.com

Nell’articolo non ho citato:

  • La coltivazione di caviale, le fragole e la birra del Brabante settentrionale
  • La selvaggina della riserva naturale del Veluwe
  • E chissà quante altre specialità

Per saperne di più ed organizzarsi per un viaggio o un pranzo -ci sono un’infinità di ristoranti e caffè che per la posizione e i servizi offerti offrono esperienze particolarissime, per esempio il Ristorante Aloha a Rotterdham,  che ha l’aspetto di una serra vittoriana con tanto di soffitto a cupola in vetro e colonia di api: www.holland.com

 

Un commento

  1. Quante cose non sapevo!

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