The land of whisky

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La temperatura media in Scozia è di 11 gradi e scendono circa 390 mm all’anno di pioggia. Certo, dipende dal distretto, ma  l’orzo non si fa intimidire e rimane un felice abitante di queste terre. Sarà che è un cereale che si adatta; fu uno dei primi ad essere coltivato, già ai tempi della mezzaluna fertile. Soprattutto è l’ingrediente principe per il whisky, non l’unico però.
(A proposito , si chiama whisky solo quello nato e invecchiato in Scozia -dopo tre anni prende il nome di Scotch- o in Irlanda. Se prodotto da qualunque altra parte del mondo si deve chiamare  whiskey, a meno che venga fatto del Kentucky, allora  si dovrà parlare di Bourbon.).
Ma, si diceva,  che il whisky può essere prodotto  anche con il frumento o con il mais, chiaro è diverso dalla bevanda tradizionale, però  se solo si pensa  ai blend, beh per farli si  mischiano i diversi tipi di whisky maltati ( il malto è orzo vengono fatto germogliare), fino a 25 singoli malti, più quello creato con un  cereale diverso.
Difficile datare questa bevanda. Sembra che la distillazione sia stata introdotta dai monaci nel IV o V secolo ma per avere qualcosa di più certo come la prima registrazione ufficiale  bisogna fare un salto di diversi secoli ed arrivare al 1494. Allora Jhon Cor, un frate dell’abbazia Lindores a Fife, ottenne dal re la concessione per la produzione dell’acqua.

A volere vedere ed assaggiare di persona, c’è da sbizzarrirsi;  in in Scozia ci sono più di cento distillerie.
Ma se si vuole fare stare più Scozia possibile nello spazio di un weekend c’è sempre Edimburgo; Claive Vidiz ha una collezione che conta più di 4000 bottiglie, o in alternativa l’idea  potrebbe essere una degustazione in qualche particolarissimo whisky bar (a questo link i migliori dieci secondo Jason Thomson).
Al contrario si devono considerare i cinque distretti del whisky: Campbeltown, Islay, Highland, Speyside, Lowland. E, siccome, ognuno si caratterizza per un preciso sapore, questo potrebbe essere un espediente  per  fare una selezione.

1) La contea più antica è Campbeltown. Fu la capitale del whisky a partire del 1830. D’altra parte non poteva essere diversamente, aveva tutto quello che poteva servire, il porto, ampi pascoli, paludi di torba, miniere di carbone e fattorie che coltivavano l’orzo. Così vennero travolti dal successo, tanto che per soddisfare la richiesta ne andò della qualità. Se non fosse che  in quel periodo venne ultimato il collegamento ferroviario che uni’ il porto con Islay, a nord della Scozia. Totale: da circa trenta distillerie legali ne rimasero soltanto  tre.  Le tre che ai nostri giorni fanno i whiskies tra i più particolari della Scozia.  Vuoi per via della Torba  di Tomitoul e per l’umidità che arriva dal mare di Mull of Kintyre il sapore dei singoli malti è  affumicato e salato. Ma, le tre curiose distillerie:
Campbeltown fu la sede del primo parlamento scozzese, istituito da Re Fergus nel 503 AC. Pare che esattamente dove ha sede la Glenn Scotia Distillery- una delle più piccole di tutta la Scozia-,  sia stata trovata la “Stone of Destiny”, la pietra sulla quale i sovrani scozzesi giurano.
Invece la Glengyle / Kilkerran Distillery e la Springbank Distillery furono al centro di una saga famigliare.
I Mitchell coltivavano orzo,  Archibald nel 1800  fondo’ la Springbank Distillery,  gestita in seguito da due dei suoi figli. Sembra che I fratelli non andassero per nulla d’accordo, il litigio che fece sbattere la porta a William inducendolo a fondare una nuova distilleria, la Glengyle / Kilkerran, fu per per una pecora. Oggi se questa distilleria non appartiene più agli eredi di William Mitchell, la Springbank è ancora gestita dall’ultimo nipote di Archibald.

2-Islay occupa le 25 miglia sulla costa di fronte all’Irlanda. Si dice  che il whisky sia entrato per la prima volta in Scozia a seguito di monaci -arrivati  dall’isola più verde che c’è- attratti dall’abbondanza di torba, proprio da qui. Ed è proprio quest’ultima a fare la differenza rispetto ai whisky prodotti negli altri distretti. Infatti, la torba di questa contea è un composto di muschi, licheni ed Erica formatosi in milioni di anni.  Poi c’è l’abitudine di asciugare l’orzo maltato nei forni. L’effetto sul gusto è quello di un sapore affumicato con note di aria di mare e alghe. Sembra che il carattere di Islay sia rappresentato da Laphroraig, una distilleria che produce ormai da due secolo questo singolo malto caratterizzato dall’essere fatto con torba tagliata a mano dalle paludi di Glenmachrie (chi volesse, da marzo a settembre, può contribuire con le sue forti braccia) e i venti Marini dell’oceano l’Atlantico che soffiano forti. Tra l’altro questo è il whisky del Principe Carlo.
Ma la cosa più curiosa di  Islay, è legata alla tassa sul whisky introdotta nel 1644 e al fatto che i produttori  pur di non pagarla si trasferirono nelle insenature tra le baie rocciose o nelle grotte. Pare, comunque che gli abitanti di Islay avessero un tale carattere che nessun esattore mise piede nel distretto per centocinquant’anni. Nel 1780 c’erano otto distillerie legali a fronte di quattrocento illegali.

3) Speyside  prende il nome del fiume che la attraversa. In questo distretto hanno sede la metà delle distillerie di tutta la Scozia, in genere sono piccoli produttori che lavorano il whisky con metodi tradizionali. Nello Speyside oltre che curiosare per distillerie potreste vedere come si fanno le botti. I malti ricordano il sapore dell’uva sultanina e delle pere mature.

4) Lowland, comprende Edimburgo, Fife e Glasgow. Anche qui le distillerie sono tante – si trovano anche le maggiori distillerie di grano- anche se molte sono ormai chiuse. Successe che tra il XVIII è il XIX secolo vi fu una grossa richiesta per whisky miscelati e per farli si preferivano malti singoli robusti, le caratteristiche contrarie ai singoli malti di questo distretto che hanno un sapore delicato ed erboso. Ma oggi, molti appassionati le stanno riaprendo! recuperando vecchi sapori, un esempio la Alias Bay Distillery fondata nel 1830 è riaperta nel 2014. O anche Badenoch, la più antica distilleria del distretto, chiusa varie volte e di recente acquistata da David Prior, un australiano, giusto in tempo per farle festeggiare i 200 anni di attività. Comunque sia, nel Lowland c’è l’unica distilleria in tutta la Scozia che fa una tripla distillazione, l’Auchentoshan, il cui whisky ha un sapore agrumato.

5) Invece nelle Highland bisogna distinguere tra i singoli malti della terra ferma da quelli nelle isole. La caratteristica che li accomuna è che l’acqua correndo per la roccia vulcanica è la più pura di tutta la Scozia. Comunque sulla terra ferma il whisky può passare dall’essere robusto e corposo a diventare delicato. In generale,  a sud  si troveranno i primi, con sapore di cereale, e a nord quelli più leggeri con un sapore più fruttato. Mentre sulle isole la torba antica di 4000 anni sulla quale viene fatto asciugare il malto d’orzo rende tutto più dolce e affumicato. Rimane che le Highland sono il più grande distretto del whisky; ci sono ben 41 distillerie antiche e 7 nate nel 2017. La più antica è la Abhainn Dearg che ha quasi 200 anni, il suo nome significa in Gaelico Fiume Rosso.

Se vi dicessi che molti attribuiscono parte del successo del whisky a un insetto, la filossera, che nel 1880 distrusse tutta la produzione di vino e cognac francese, obbligando i proprietari delle cantine ad avere una mentalità più aperta, ci credereste? Io no.
Questo il link alla cartina con tutte distillerie suddivise per distretto.

Elisabetta Guida