Tête a Tête

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Isaac Levitan

Novembre con le sue nebbie, i tappeti di foglie gialle, le giornate uggiose e poi il freddo –un freddo particolare, pungente quanto basta per non farsi scordare ma giusto un accenno, come se fosse una goccia di profumo. Così, senza essere invadente, giusto per dare un senso di fragilità. E la fragilità ci vuole, se no si corre il rischio di dare la bellezza per scontata- dovrebbe durare un po’ di più.

Tete a Tete Flute. La fotografia è una cortesia dell’Ufficio Stampa Davide Groppo

Tete a Tete Flute. la batteria in litio è nella testa per rendere  lo stelo invisibile.  La fotografia è una cortesia dell’ufficio stampa di Davide Groppi

Basterebbero una manciata di giorni, o, ancora meglio, che durante l’anno cadesse qualche ora di novembre a sorpresa. Solo per approfittare di un parco cittadino quando il sole sta tramontando per un appuntamento romantico, magari inatteso. Immaginate una giornata piena di impegni, una telefonata inattesa, un principe che vi aspetta sotto il portone dell’ufficio. Ma nessun déjà-vu, ristoranti e locali alla moda aspetteranno, nient’altro che una coperta, una bottiglia di Champagne e un po’ di luce. Certo deve essere la luce giusta e, mentre arriva la notte, appoggiarsi sulla pelle come una carezza.

Dom Ruinart

Atkinson Grimshaw

L’idea è ricreare l’atmosfera dei tre fiammiferi di Prevert. Ricordate? “Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte. Il primo per vederti tutto il viso, il secondo per vederti gli occhi, l’ultimo per vedere la tua bocca, e tutto il buio per ricordarmi queste cose mentre ti stingo tra le braccia”.

Grigoriy Myasoyedov

Ci vorrebbe Tete a Tete Flute di Davide Groppi. Credo sia nata per queste situazioni, anche se loro la propongono come lampada da interno. Ma con un nome così, tutta smontabile e con una batteria che dura dodici ore, perché banalizzarla con la solita cena a due per mettere in pista i “quello che ci si aspetta”?

Tete a Tete Flute. La fotografia è una cortesia dell’ufficio stampa di Davide Groppi

L’altra sera sfogliavo “La critica della ragion pura di Kant” e riflettevo sulla frase che si trova sulla copertina della mia edizione “La ragione umana ha il particolare destino di essere tormentata da problemi che non può scansare perché le sono imposti dalla sua stessa natura, ma ai quali tuttavia non è in grado di dar soluzione, poiché oltrepassano ogni suo potere”.

Il cielo di Giotto. Particolare

Poniamo che non esiste una vita dopo la morte, qualunque paradiso o resurrezione, mettiamo che debba essere necessariamente buona la prima. Dunque nessuna fiamma gemella, amori che si cercano vita dopo vita o incontri karmici. Immaginate che ha farvi incontrare sia stato esclusivamente il caso fortuito. Ora, non è ancora più meraviglioso? Fate un falò con le credenze e pensate alle probabilità che avete avuto di trovarvi tra milioni di persone e tra miliardi variabili. E’un incantesimo.
Sapete cosa vi dico? Lasciate pure perdere lo champagne, basterete voi e l’amore della vostra vita. Elisabetta Guida

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