Taba: una questione di ossa!

Share

Sembra che ai Gaucho argentini le ossa non facciano nessuna impressione. Non che siano in cattiva compagnia; leggevo che nell’antichità le usavano per divinare. Ma nel loro caso il lancio è una specie di gioco a dadi. Cioè vince chi fa cadere l’osso, tagliato da una parte e rivestito in argento,  verso la parte tondona che rimane.

Certo dal punto di vista di una mucca non è semplice. Voglio dire alla vista di simili oggetti gli correrà un brivido lungo la schiena… d’altra parte le ossa saranno appartenute a qualche loro compagna…. Ma per ora, noi che siamo all’apice della catena alimentare possiamo permetterci, di considerare la questione da un altro punto di vista.

Perché Alfredo Häberli , il designer Italo-argentino, con Patrizia Moroso -che lo produce- ha ideato delle sedute ispirate al gioco dando realtà ad uno dei suoi ricordi di bambino nella campagna Argentina.  E così, come il passatempo dei Gaucho, ha chiamato le poltrone e i divani della collezione: “Taba”. 

Settimana scorsa la conferenza stampa online. 

Mi hanno colpito tre cose, anzi una… perché poi le idee sono andate una dentro l’altra ed è impossibile staccarle. Alfredo Haberli ha raccontato di preferire disegnare per il contract (cioè hotel, ristoranti, bar… ) perché fare un oggetto che sarà usato da un grosso numero di persone significa dare al design la possibilità di parlare e relazionarsi con il mondo. E per tutto l’incontro ha dato ampio spazio all’ergonomicita’ delle sedute; a come siano state pensate per sostenere il corpo creando una sorta di nido. Intanto pensavo all’architettura organica,  di come le ossa siano una caratteristica di tutti i vertebrati, compresi noi e all’aspetto che  giardini e spazi comuni potrebbero avere… ma più che altro all’energia che sprigionerebbero. Immaginate uno spazio pubblico arredato come se la disposizione fosse dovuta al caso, da qualcuno ha lanciato dei dadi. Alla fine incontrare qualcuno, farci due chiacchiere, o la strada che percorre un discorso è un po’ la stessa… si mettono in circolo le idee e vanno…  il caso, il tempo sospeso. E stare seduti su un divano che ricorda la nostra struttura, ispirato alle ossa di una mucca, forse  darebbe un po’ più di pace verso il mondo intorno, un’altra prospettiva, un’altra consapevolezza: rispetto. Elisabetta Guida