“Sulle orme di Leonardo” tra Milano e Firenze nello spazio di qualche giorno

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Non so perché, ma associo Leonardo Da Vinci alla fatica. Sapete quelle giornate troppo calde,  troppo polverose, troppo luminose. Forse una contraddizione, ma d’altra parte il mondo è quello che è e insieme l’esatto opposto. Non per niente gira;  su stesso, intorno al sole…

Ma poi c’è il Four Seasons.

Voglio dire, in genere quello che si spaccia per lusso è qualcosa di terribilmente noioso paragonabile alla plastica di un cliché. il Four Seasons, invece, è un giardino. Ma uno di quelli veri, dove si lascia entrare la vita. Nel senso… Il personale non è gentile da stuccare, il lusso non stritola i clienti, c’è umanità, ci sono persone vere che vogliono creare qualcosa di bello. E allora cambia tutto e i punti di vista su quello che è e non è si mettono in cammino e passo dopo passo arrivano a volte all’antitesi. Compreso il mio su Leonardo Da Vinci. Visto che l’hotel organizza un particolarissimo soggiorno tra Milano e Firenze per lo spazio di un week-end.  In poche parole “Sulle orme di Leonardo” comprende due cene, un viaggio in treno di un 1 ora e quaranta, e chiaramente il soggiorno negli hotels  Four Seasons delle due città. 

Ma lungi da voi pensare alla solita banalità turistica.

E a cominciare da Firenze dove potreste essere ospitati nel palazzo dove Leonardo Da Vinci cominciò  a dipingere la Mona Lisa. Un luogo oggi tenuto segreto, per volontà  degli attuali proprietari. Ma qui, in questo edificio del XV secolo, sul più alto dei terrazzi privati, che domina tutta Firenze, gli ospiti di questa singolare vacanza, sosteranno prendendo un aperitivo fino a che l’ultimo riflesso rossastro del tramonto lascerà spazio all’oscurità. Allora si sposteranno nella sala da pranzo attigua per cenare. Prima però avranno avuto una vista a 360 gradi su Firenze. Comunque lo chef è la stella Michelin, Vito Mollica, e il menu più che alla carte: personalizzato per ogni ospite.

Poi Milano dove a fare da sfondo alle libagioni, sarà la casa degli Atellani.

Il nome arriva dagli antichi proprietari, una nobile famiglia molto fedele a Ludovico Sforza. Fu questo il motivo per cui il sovrano concesse loro le abitazioni sui terreni piantati a vigne di fronte a Santa Maria delle Grazie. Anzi, l’idea iniziale era edificare e costruire un gruppetto di casa dove sistemare i suoi più accoliti sostenitori, ma il progetto non si tradusse mai in realtà. Si dice che Leonardo abbia abitato per un periodo in una di queste case, forse ospite degli atellani. L’unica cosa certa è che Ludovico Sforza, regalò a Da Vinci una vigna di 13 pertiche a cui Leonardo teneva moltissimo, addirittura da inserirla nel testamento e preoccupandosene per tutta la vita. Il bello è che per expo 2015, i nuovi proprietari abbiano deciso di reimpiantare la famosa vigna. Ci sono voluti scavi archeologici e i maggiori esperti del Dna dei vitigni, ma oggi quei chicchi d’uva sono rinati. Probabilmente gli ospiti potranno vederli. E forse anche l’allestimento della tavola per la cena sarà in tema. A preparare le scenografie il direttore creativo del Four Season in persona: Vincenzo Dascanio. Mentre ad occuparsi della cucina lo Chef Fabrizio Borraccino.

Insomma giorno con effetti speciali! Perché qui la sfida è ricreare un emozione. Immaginatevi un granello di polvere sulla camicia di Leonardo Da Vinci. E lui, dopo un giorno a dipingere il cenacolo, un po’ sgualcito, stanco, forse annoiato andare verso la sua vigna. Poi la pace della bellezza. Il Four Season sarà riuscito a catturare questo stato d’animo? Chissà, l’ultima parola ai fortunati ospiti. Pare che alla semplicità si arrivi passando dalla massima complessità. Elisabetta Guida

Per saperne di più e prenotare: www.fourseasons.com






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