Sotto una mappa del 1877

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(C)Mecanoo
(C)Mecanoo

Adoro l’architettura, è come giocare con la terra: si può fare tutto. Anzi di più, per l’indubbio vantaggio che non si hanno incontri ravvicinati con il fango, e c’è l’interno e l’esterno per divertirsi. Ma divertirsi è poco, non rende bene l’idea dell’architettura perché è volare, sentire la libertà. Guardo il soffitto del municipio e della stazione dei treni di Delft e sento l’apoteosi. Amo Mecanoo, lo studio che ha progettato questa meraviglia -in collaborazione con Geerders Ontwerpen-: un cielo con la mappa della città del 1877.

(C)Mecanoo

A chiedersi perché proprio il 1877 si scopre che il primo treno arrivò a Delft nel 1847 e che, per rendere possibile l’impresa furono abbattute le mura medievali. Prima del XIX secolo la città aveva un altro aspetto.  A metà del 1600 esplose un deposito di polvere da sparo. Si trattava di quaranta tonnellate di meteriale esplosivo che distrussero una parte di Delft. Dunque spazi che nel corso degli anni furono riempiti da sensibilità e visioni differenti. Allora, forse questa mappa è la più vicina alla Delft attuale, e probabilmente ci si potrebbe orientare.

View of Delft. Vermeer, via wikipedia

Al di sotto la stazione dei treni, ricavata utilizzando il tunnel di un antico viadotto. Intorno pareti di vetro che sono state studiate per assorbire la luce del sole nei diversi momenti della giornata. Poi, poi la scala mobile, che per di per sé non è niente di che, ma porta vicino alla mappa, e spostando lo sguardo sulla città reale, fuori dalle finestre, si vedrà la View of Delft di Johannes Vermeer in versione contemporanea.

Alla fine tutti pensieri concetti sul presente e sul passato non avranno più senso, conterà solo la vita. Elisabetta Guida