Samhain (l’antico Halloween) e le mele

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Prima di Halloween c’era Samhain.
Se vivessimo ai tempi dei Celti e avessimo casa in Irlanda, staremmo già pensando alla magia dell’abitato immerso nel buio e poi: i bagliori dei falò. Già ci faremmo fantasie sulla camminata verso Thachga, dove saremmo andati ad attingere un po’ di fuoco sacro per accendere la nostra pira. Questo era un posto vicino ad un luogo molto particolare. La Collina di Tara si trovava a qualche chilometro e la’ c’era la  pietra del destino (chiamata così perché per diventare re bisognava dimostrare di saperla sorvolare). Si credeva che fosse lei, questo Menhir ad impedire all’Irlanda di sprofondare nel mare. Sulla Collina abitavano oltre ai re, i Feniani; cavalieri del destino, protettori del paese. Ancora oggi chi desidera che l’Irlanda nella sua totalità diventi Repubblica si fa chiamare con questo nome.
Ma di sicuro Samhain sarebbe  stata la festa più attesa. 

A Coligny, in Francia, gli archeologi scoprirono un’epigrafe in bronzo. Sopra, le scritte hanno svelato come i Celti consideravano il tempo. Esattamente  dividevano l’anno in due parti, la preparazione e l’interramento dei semi per un verso e la raccolta dall’altra, inverno ed estate. La cosa curiosa è che fu proprio Samhain l’unica festa indicata. La ragione è che la consideravano le ore tra il 31 ottobre ed il 1 novembre fuori dal tempo. Si entrava in un di limbo (addirittura in un testo ogamico- l’antica lingua celtica- si dice che chi non festeggiasse venisse risucchiato in questo luogo, non luogo, e  perdesse la ragione), il momento in cui si raccoglieva l’ultimo raccolto ed i nuovi semi non erano ancora piantati. Allora si formava uno spazio, una cesura che andava al di là dell’ordine consuetò delle cose. Di lì a poco si sarebbe formato un nuovo tempo, l’anno vecchio sarebbe terminato. Ma nel frangente, Skathac, un amazzone scozzese, che usava il suo scudo per separare il mondo dei vivi da quello dei morti, lo abbassava non riconoscendo quell’assenza. 

Conclusione sarebbe stato possibile rivedere chi non c’era più e farci quattro chiacchiere.
Parola d’ordine: festa. E per l’argomento le mele sono un frutto decisamente interessante, con un significato simbolico affine a Samhain e con una storia così antica (sono stati ritrovati semi risalenti al neolitico) da non potere dubitare della loro esistenza nel VI sec. A.C. A proposito i Celti avevano tutto un loro sistema per catalogare gli alberi che ci è arrivato ‘tra le righe’ di un antico poema il ‘Card Goddeu’ (‘La battaglia degli alberi’). Usavano distinguerli tra piante che davano una dimora alle fate ed alberi magici. I meli facevano parte di quest’ultima categoria. Il fatto che il loro frutto avesse una polpa nutriente ma anche dei semi velenosi, racchiudendo morte e vita, fine e inizio, faceva credere agli antichi che fosse un albero arrivato da un altro mondo. Dunque essendo la mela fuori dai cicli temporali si usava farne dei talismani e probabilmente veniva consumata durante Samhain.

Il sito di Visit Britain ha messo online una ricetta super anglofona: il crumble di mele. Se ne potrebbe approfittare, ed invece di Halloween,  fare  marcia indietro e festeggiare Samhain.
Ora  i falò potrebbero essere in problema. Però durante la ricerca di questo articolo mi sono imbattuta in una tradizione familiare nordica. E cioè nel rituale con cui chiedono agli elfi di proteggere i loro defunti usano un gruppone di candele. Potrebbe essere un idea! Certo a volere fare le cose sul serio tra la Scozia e l’Irlanda,  ci sono persone che stanno cercando di riappropriarsi della loro identità più antica e festeggiano nel modo più vicino possibile alla tradizione.  Elisabetta Guida.

Fonti: Wikipedia, spiritodellanatura.it, unamelaalgiorno.com, Visit Britain, Keltikos.wordpress.com