Quando gira tutto intorno

Share

Comincia sempre con un pensiero, anche l’arredamento. Perché una casa gira intorno a come vede il mondo chi la abita. Per la verità è più un discorso sulla libertà. Meglio: su quanto riusciamo a fare girare la casa attorno a quello che siamo. 

@mistymawnart.com

Così, un po’ per la situazione che stiamo vivendo, un po’ per i modelli correlati al concetto di successo che ci vengono imposti, ho pensato di fare una ricerca sulla filosofia della paura. Ed ho scoperto che l’altra faccia della medaglia, di panico e sgomento,  è  la gioia. Sembra che a scatenare questa emozione è il venire meno o il mancato raggiungimento di una situazione percepita come benefica. Ma se davvero la paura  marciasse in questo modo, allora qualunque cambiamento sarebbe foriero di destabilizzazione. E, per contrario, qualunque contesto o stato personale disagiato,  può essere superato comprando questa o quella cosa,  votando questi o quelli, credendo in una religione. Eccetera Eccetera. Un serpente che si mangia la coda.

Eppure basta solo guardare la questione da un altro punto di vista per vedere che valore invece abbiano lucidità & consapevolezza. 


Spesso penso al coraggio di una mia conoscente con una grave handicap fisico che  per riuscire a spostarsi autonomamente deve farsi aiutare da ausili meccanici. Abita in un paese ed ha dovuto lottare un po’ tutta la vita a sguardi dall’alto in basso. Ma la sua massima è “Io voglio vivere sai quanto me ne importa di quello che pensano”. 

Credo dovremmo fare lo stesso. 

In diritto penale insegnano che bisogna tirare gli elementi di una fattispecie fini a che non ne rimane nulla. Ecco, potrebbe essere una buona idea per liberarsi dal conformismo e rimanere centrati. 


Prendete appunto una casa, facciamo che l’unica regola per arredarla sia che giri intorno a chi la abita. Per esempio chi l’ha detto che un lavandino non possa essere morbido o che qualcun altro stabilisca dove debbano essere posizionati i cuscini? I tavolini da caffè possono raccontare una storia, gli anelli da ginnasta per appoggiare le salviette del bagno e fungere da sostegno. Questa cosa mi fa pensare a Kant (cioè più del solito) con il suo Sapere Aude. Vale a dire bisogna avere il coraggio di pensare con la propria testa.  Elisabetta Guida