Profumo di Rosmarino

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Il rosmarino sa di mare. Ma non di mare e basta, è come una sensazione di lieto fine. Ci si sente come essere oltre i fastidi del mondo, le onde che si infrangono sulla spiaggia e l’aria un salata rimangono sullo sfondo. E sempre, quando si annusa qualcosa, viene da pensare come i nostri sensi riescano ad aggregare un emozione ad un odore e questa al suono di una parola. Quali fili misteriosi intrecceranno lettere? Chissà…

Il rosmarino ha una storia curiosa, anzi ce l’ha il suo profumo più famoso, l’ “Eau de la Reine de l’Hongrie”. La ricetta originale risale al quattordicesimo secolo ma  probabilmente allora era conosciuta con un altro nome. Si dice che il riferimento alla “Reine de l’Hongrie” arrivi in realtà dai profumieri dì Montpellier. L’idea era presentare l’eau come un elisir di eterna giovinezza per solleticare l’interesse Luigi XIV. Così andarono raccontando che la Regina d’Ungheria, a 72 anni, grazie a questo profumo ritrovò la gioventù facendo innamorare perdutamente il Re di Polonia. Avevano anche testimonianze scritte di pugno dalla monarca che raccontava la sua storia, ma sembra che tra il1370 e 1666 non ci sia traccia di una regina vissuta tanto a lungo.

Certo alla Corte di Francia con la gioventù non si scherzava. Si credeva che se si fosse riusciti a ricavare l’Alkaest – il principio primo da cui sono derivati i quattro elementi che creano le realtà del mondo- allora voila: si sarebbe potuto dominare anche il tempo! Paracelso arrivò ad inventare la formula dell’oro potabile: la pozione prometteva la bellezza incorrotta dalla vecchiaia. E per entrare un po’ più nel modo di pensare del tempo, il personaggio più particolare di tutti fu il Conte di Saint Germain: un’alchimista dagli oscuri natali che diceva d’essere immortale (aveva trovato la formula), pare sparisse all’improvviso e riapparisse contemporaneamente in più luoghi. Fatti che gli permisero di farsi donare da Re Sole una parte del Castello di Chambord (considerate che solo  il suo bosco, tra quelli circondato da mura, è il più grande d’Europa) per farci un laboratorio di alchimia e condividerne le scoperte. 

Ma in tutto questo, il vero incantesimo al profumo di rosmarino l’ha lanciato nel nostro presente l’Osmotheque. Una ‘conservatoria’ del profumo, nei dintorni di Parigi, che ha ricreato l’ “Eau de la Reine de Hongrie”  del 1300 – quando approdò a Versailles venne modificato aggiungendo lavanda e maggiorana-. Perché è il profumo la vera magia, annusare un odore è assaggiare un pezzetto di vita, sentirsi dentro un’altro tempo, un altro luogo, un’altra situazione con la verità dei sensi. E in questo caso rende possibile riavvolgere il tempo ed arrivare più vicini al punto d’origine dei significati che si sono dati a questo odore. 

Con un giro sul web ho dato un occhiata a quali fragranze utilizzino nei loro ingredienti il rosmarino. Hanno nomi come: “Eau Bleu”, “Secret of success”, ‘Eau Dinamisant”, “Flame for men’, “Light blue”, “Au bord de l’eau” , “Dirty sinner”, “Portofino”. Mi  chiedo che sapore avranno dopo avere annusato “L’eau de la Reine de l’Hongrie” all’Osmotheque? E come si percepiranno 

 rispetto ad un profumo tanto antico? Elisabetta Guida

(Un weekend a Parigi senza andare all’Osmoteque? Impossibile. Ecco la pagina web per organizzarsi e seguirli nelle loro iniziative: www.osmotheque.fr)

@annapaolini “S’alza il vento”