Non solo sushi. La prefettura di Nagasaki

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14 gennaio 2018- La felicità è una fiaba, l’infelicità è un romanzo, scrive Murakami. Eppure ci sono posti a questo mondo, che sembrano un’invenzione.

Come qualche giorno fa da Eataly. a Milano, quando la Prefettura di Nagasaki, ha presentato una selezione delle proprie eccellenze culinarie a marchio Yokamon. L’occasione è stata l’anniversario dei 150 anni del Trattato di Amicizia e Commercio tra Italia e Giappone, firmato nel 1866.

Così è successo che parola, dopo parola, assaggio dopo assaggio siamo stati trasportati in un Regno Fantastico: un agglomerato di isole, vicine ad un lembo di terra attaccato alla terra ferma, che fluttuano sul 37 parallelo, lo stesso del Marocco. Pare sia questa la ragione del clima particolarmente temperato, delle piogge copiose, dell’umidità. Chissà -su un settimanale avevo letto che addirittura la forma del naso, dipende dalle condizioni climatiche del luogo in cui generazioni di avi hanno vissuto- magari vale anche per la geografia.

la fotografia è una cortesia di www.visit-nagasaki.com

La fotografia è una cortesia di www.visit-nagasaki.com

L’isola di Hashima a forma di nave da guerra, usata nelle riprese di 007 Skyfall. By Flickr user: kntrty https://www.flickr.com/photos/kntrty/ [CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], via Wikimedia Commons

E dunque arrivare a dire che le sue meravigliose spiagge della prefettura o le luci di Nagasaki, definite il terzo più bel panorama notturno al mondo, sono nient’altro che qualcosa di assolutamente unico e originale. Qualcosa che può appartenere ed essere solo a questo pezzetto di Giappone. Un po’ come l’aria che si respira in un punto qualsiasi della carta geografica e cambia, solo spostandosi di qualche chilometro. Anzi, come gli Udon “dei sogni”; una pasta fatta a mano con grano duro, olio di camelia e sale delle acque del mare di Goto. (Durante la presentazione i Signori Noritaka Miyake e Yasuhiko Inuzuca hanno mostrato come si fanno).

L’impressione di base, mentre parlavano di pesci volanti (che nome adorabile da dare ai tonni), delle piantagioni di Camelie (pensavo a “l’eleganza del riccio” di Muriel Barbery dove  dice “la camelia può cambiare un destino” -si trattava di un ragazzo, mi pare di ricordare, tossicodipendente, o comunque messo male,  che vede questo fiore e folgorato dalla sua bellezza cambia via-), del tè verde (qui fu coltivato per la prima volta nel 1191), di James Bond (l’isola di Hashima -l’isola a forma di nave da guerra – è stata usata come modello per creare la dead city), della Madama Butterfly (è ambientata a Nagasaki); è stata quella d’essere in un luogo tutto da scoprire.

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L’incontro s’è basato sull’idea di cibo inteso come ponte tra la cultura italiana e quella Giapponese. C’erano Haruo Ichikawa e Lorenzo Lavezzari, hanno raccontato della loro amicizia e delle sperimentazioni. Sembra che una volta alla settimana si ritrovino a casa dell’uno o dell’altro e testino nuovi mix. Insieme hanno vinto il Girotonno 2017, una gara di cucina internazionale (gli chef si sfidano presentando ricette a base di tonno).  Dunque cosa fare se non partire subito oppure mettersi ai fornelli e provare le due ricette che ci hanno regalato? (Ovvio: prodotti giapponesi rigorosamente a marchio Yokamon). Elisabetta Guida

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