Miracoli pret-a porter. Tra Palazzari (ceo Nemo) e Ciardi (impressionista)

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E’ strano come la luce porti tutto con sé. Viene da pensare a quelle teorie per cui gli esseri umani sarebbero un esperimento degli dei o siano manovrati da qualche entità extraterrestre. Insomma ci sia qualcosa al di fuori che prenda il sopravvento.

Arihiro Miyake durante il suo shooting. ©elisabettaguida

Perché ci sono serate che sembra che i cinque sensi siano solo un’emanazione della luce. Ed è quando ha appena finito di piovere, il cielo è una macchia di colori che vanno dal grigio chiaro al nero e intorno, un po’ per l’imbrunire, sembra tutto avvolto da un’atmosfera oscura tra il romantico e il decadente. Le folate di vento freddo che colpiscono la pelle rimasta scoperta da giacca, cappello… L’aria bagnata, le luci delle auto che rimbalzano sulle pozzanghere.

Jean Marie Massaut in posa accanto alla sua lampada “orbit” ©elisabettaguida

Come se tutto quello che si può sentire irradiasse da qualche nuvola.  E in questo vortice incontrare le mattine assolate di Guglielmo Ciardi. La sua luce, così perfetta, così fresca: si può sentire il calore del sole, la brezza. Ho pensato che avrei voluto morire in una luce così, tanto riempiva: era leggerezza, gioia. Andare alla Galleria Bottegantica è stato così.

Vorrei trovare una parola che riassumesse queste sensazioni. Perché è come se si fossero incartate, e poi sulla strada per andare ad intervistare Federico Palazzari, ceo di Nemo, il pacchetto si fosse aperto e al resto si fosse aggiunto il brivido della design week. Wow.

©elisabettaguida

Con Federico abbiamo parlato del rapporto tra luce e leggerezza, perché è questo che arriva guardando le lampade Nemo. Loro sono sculture… quel segno che riesce a racchiudere in se’ un mondo di emozioni. Penso alle mie preferite: Kepler, disegnata da Arihiro Miyake. Sembra un abbraccio e prende il nome dalla sonda spaziale progettata dalla Nasa per scoprire nuovi pianeti. Oppure la grazia della Ellisse progettata da Federico Palazzari. E Poi, poi la luce. Di cui a proposito dice che “il rapporto tra luce e leggerezza è simbiotico. La luce è evanescenza. Da un lato è una presenza forte, totale. Dall’altro è sfuggente”. Ha accennato all’opposto: la materialità, quando a prendere il sopravvento è l’invadenza, il troppo. E dunque la progettazione che va verso il controllo della luce per vederla, per viverla. Intanto intorno a noi, nello showroom di Corso Monforte: designer, shooting fotografici, stampa arrivata da tutto il mondo.

Cosa dire? La Design Week è un incantesimo, la grande onda che tutti i surfisti aspettano e desidererebbero cavalcare. E io quest’anno ho sentito l’ebbrezza, il miracolo che si sollevava e dispiegava. Elisabetta Guida

  • Per chi avesse voglia di più Ciardi: I Maestri del colore, alla Bottegantica, Via Manzoni 45 (è in un interno) fino al 20 maggio. Ma se passate di lì in una data successiva, entrate e date un occhiata. E’ una galleria super bella. Piccolina, accogliente con cose strepitose. Ma davvero, davvero. Lì ho visto uno schizzo a matita di Boldini che ho ancora nel cuore. Poi quando tornerete in Via Manzoni sentirete la saudade come dal ritorno da un viaggio!
  • Invece lo showroom Nemo è in Corso Monforte al n.19 (Quasi altezza via Santa Cecilia)