“Libertà ch’e’ si cara (…)”.

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(Questo disegno fa parte del mio progetto per “un logo per il corona virus” durante il corso di illustrator. @elisabettaguida- tutti i diritti sono riservati)

Sinceramente mi ero chiesta se questo virus esistesse per davvero. Cifre ballerine, tonnellate di esperti che dicono tutto e il contrario di tutto a ruota libera, proclami, mancanza di raffronti, con ad esempio i morti per influenza del 2019 ecc.., insomma tutta una confusione. E anche se sfortunatamente la risposta è si (per la mia libertà e i miei diritti) non sono più tranquilla.

Su Le Figaro Magazine di venerdì 24 aprile, Jean Louis Tremblait in un articolo ‘Le grand déni chinois’ scrive di come questo virus sia sfuggito da un laboratorio cinese e che (citando il Times) già nel gennaio 2018 ci fossero dispacci diplomatici che lamentavano la poca sicurezza del sito. Ma non è certo che l’abbia fatto con le proprie gambe  oppure aiutato da qualcuno. Fox News in un inchiesta lo ha chiesto al Presidente degli Stati Uniti e Donald Trump ha dichiarato che sulla questione è in corso un’inchiesta.

In Italia è pronta a partire la fase due, il dopo epidemia o meglio la convivenza con il virus.

Non so, ho una brutta sensazione, ma forse è più paura, che questa emergenza venga manipolata.

Penso alla politica e all’informazione italiana, a come  mi pare siano una il riflesso dell’altra. Le opinioni contro e quelle a  favore, sempre poste come verità assolute. È come se mi trovassi davanti a un “palinsesto”, qualcosa che ha un dietro che però non riesco a vedere. Poi la marmellata buonista. Ovunque il messaggio è: affidatevi. (E per quanto mi riguarda: “no grazie”, io voglio sapere e decidere per me, prendere la responsabilità di ciò che scelgo.)

Allora mi viene il terrore. Ricordo Wag the dog, un film che raccontava di un improbabile guerra tra gli Stati Uniti e l’Albania, ma che in realtà era una messa in scena ideata dall’ufficio stampa del Presidente degli Stati Uniti in odore di rielezione con un produttore di Hollywood. L’idea era togliere dalla testa dell’opinione pubblica uno scandalo sessuale sostituendolo con la paura della stessa sopravvivenza.

Nel nostro caso sarebbe qualcosa di più, di peggio. Pensate solo a quale potere ha la religione Cattolica nel nostro Occidente dopo che  è riuscita a controllare la sessualità, pensate a quanta ne avrebbe chi potrà gestire il semplice contatto sociale. 

E se i non sensi che si trovano in tutte le normative un senso l’avessero? Se si mettessero in fila, estrapolandoli da ogni legge, decreto legge fino ad arrivare alla circolare del comune più sperduto e si provasse a costruire il puzzle… ? così… esperimento per vedere cosa salta fuori… Voglio dire  se tra i politici i neuroni fossero più di moda di quanto invece siamo abituati a credere? 

C’è una teoria (non ricordo lo psicologo che l’ha scoperta) secondo cui il nostro cervello è programmato per trovare sempre una spiegazione, unisce i puntini e lo fa automaticamente; per questo si dice che non bisogna credere a tutto quello che si pensa. E io ho due aggravanti: 1-  che adoro, adoro, adoro, trovare l’altro punto di vista; 2 quella scrivo è la mia opinione, forse più paura, dopo quasi tre mesi di clausura; che anche i miei pensieri abbiano bisogno di prendere un po’ d’aria? Molto probabile.

Però rimane che la libertà è sacra ed è meglio di qualunque principe azzurro, bisogno o aspirazione: è il bene supremo.
Stiamo all’erta. Sempre. Elisabetta Guida