L’Austria è il posto giusto

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Lambert de St. Omer; Liber Floridus 1460, Francia. (via wikipedia)

©Austrian National Tourist office; il salisburghese

Qualche pesce d’aprile fa, Nature aveva pubblicato un articolo nel quale si diceva che i Draghi sarebbero realmente esistiti. Scoperta dovuta al ritrovamento di alcuni documenti alla Oxford ‘s Bodleian Library, attribuiti al monaco Godfrey of Exmouth.

Il ciclo dei mesi. (giugno). Affresco del 1407. (via wikipedia) -Notate le maniche degli abiti e il taglio scivolato-

A ulteriore suffragio tutta la cultura antica: la letteratura greca, i miti dello zoroastrismo, le credenze asiatiche… Pare che se non sono più davanti ai nostri occhi la colpa sia tutta della piccola era glaciale che si abbatté sulla terra tra il 1400 al 1650 e dell’assoluta carenza di cavalieri di cui erano ghiotti.

©Austrian National Tourost Office. Il salisburghese

Però dire estinti è una parola grossa, sembra che, come molte specie di animali, abbiano preso la decisione di sopravvivere ibernandosi, in attesa di tempi migliori.

©Austrian National Tourost Office. Il salisburghese- le grotte di sale

©Austrian National Tourist Office. Il salisburghese/ Peter Burgstaller

Viene da chiedersi se siano questi? Perché a guardarsi intorno pare di essere piombati in un nuovo umanesimo: i vestiti, i gioielli, alcuni elementi d’arredo. Certo, c’è la possibilità che aspettino il rinascimento, da capire: basta pensare a Lorenzo il Magnifico (me lo immagino affascinante come Jhonny Deep quando interpreta Jack Sparrow). Ma per chi volesse cominciare a fare un sopralluogo ed organizzare un comitato di benvenuto il posto giusto è l’Austria; precisamente la zona del Salisburghese.  Per un mix di ragioni, nessuna e tutte prevalenti:

©Austrian National Tourost Office. Il salisburghese

  • I laghi. Dopo una brevissima ricerca ho scoperto che sono un elemento fondamentale per qualunque drago: il lago Gerundo, nel Lodigiano, fu la casa di Tarantasio, e molti pescatori hanno visto tra la nebbie mattutine del lago d’Orta affiorare la coda di un drago.
  • I celti, che qualche secolo fa hanno abitato questa regione e che ebbero per Re niente meno di Artù, il quale oltre ad essere un Pendragon – il significato del cognome è figlio del drago-, aveva per stemma un Drago Rosso.

©Austrian National Tourost Office. Il salisburghese, le case delle corporazioni a Shaerding

Particolare delll’Adorazione dei magi di Filippo Lippi. La fotografia è un immagine del volume “La grande storia dell’arte: il quattrocento del sole 24ore.

Gli anelli sono della collezioni Lilliput di Francesca Mo. Le fotografie di ©F.Stipari

©Austrian National Tourost Office. Il salisburghese

Anche se a dire la verità ci sarebbe la questione del sale: non si sa se l’oro bianco, che ha fatto la ricchezza della zona nel passato, vada d’accordo coi draghi. Però conforta sapere che fu scoperto proprio dai Celti. Non vorrete pensare che “Nature” ne sappia di più; ed ovvio vale anche per il clima freddo.

Dunque che si parta fiduciosi.

©Austrian National Tourost Office. Il salisburghese

E magari si cominci a dare un occhiata alla zona da Hallein. La parte che intriga è il lago salato nel cuore della montagna dentro la miniera da dove per millenni s’è estratto il sale. E per continuare sullo stile, in 23 minuti d’auto sareste a Werfen dove ci sono le grotte di ghiaccio più grandi del mondo: un labirinto di 42 chilometri.

©Austrian National Tourost Office. Il salisburghese

Ma si può sempre scegliere di scendere a valle e bersi un caffè sull’isolotto in mezzo a Hallein che sorge sul fiume che attraversa la città e costituisce il nucleo più antico (durante  il festival di Salisburgo vi fanno alcuni spettacoli).

Oppure continuare seguendo le orme del sale, perché non è detto che un Drago debba risiedere in un’abitazione primitiva. A proposito penso a Gmuden (di sicuro vi potreste imbattere negli Hannover che hanno fissato in questa cittadina la residenza estiva) li c’è un castello sospeso tra cielo e terra; o ai palazzi colorati delle antiche corporazioni a Sharding -oggi un paesino di poco più di 5000 abitanti, un tempo ricca e importante-.

©Austrian National Tourost Office. Il salisburghese

Chiaro si può riaavvolgere il nastro, lasciare i draghi al loro destino e cambiare meta.

La dame e la licorne, arazzo fiammingo. (via wikipedia

Sapevate che Federico il Bello Duca D’Austria scelse Judenburg per sposare Isabella d’Aragona? Un borgo fondato nel 1200, attraversato dalla strada che univa Venezia e Vienna, qui venne coniato la prima moneta d’oro dell’Austria. Ma al di là, questi due, mi ricordano le storie di Ginevra e Lancillotto o Tristano e Isotta… sarà l’aggettivo “il bello”. Lo so, loro

©Austrian National Tourost Office. Il salisburghese/ Scloss Fuschl Resort

erano la tradizione, le nozze reali, l’interesse, però chissà forse si amavano; un po’ come Francesco Giuseppe e Sissi.

Pensavo: e se incontraste un unicorno? Elisabetta Guida

 

Informazioni Pratiche:

 

2 commenti

  1. Nota molto interessante, ben illustrato perfettamente assemblato con la pubblicità. Complimenti.

    • Infinite grazie.
      In realtà volevo dare concretezza al concetto: siamo nel nuovo 1400… lo vedo ovunque. Penso anche ai mobili contenitore che ho visto al Salone del Mobile in Fiera e che hanno iniziato a fare capolino 2 anni fa a palazzo Litta… li ho visti e ho pensato: mancano solo le finestre “bifore”. Poi i vestiti… le maniche soprattutto, per non parlare delle acconciature per capelli: i ninnoli esattamente, vedo un sacco di coroncine fatte di fiori.
      Ancora Grazie

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