L’arte del “parterre” e la magia del muschio

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©Dinkum (Opera propria) [CC0], attraverso Wikimedia Commons

Capita di attraversare luoghi che sfuggono a qualsiasi definizione. Sembrano arrivare dal futuro e invece caspita quanto dobbiamo a Le Notre, il giardiniere di Luigi XIV, e ancora di più a Claude Mollet che tra il 1500 e il 1600 ha inventato l’arte del parterre; meglio, quella dell’aiuola da considerarsi un elemento del disegno.

L’entrata del Pulitzer. (la fotografia è una cortesia dell’ufficio stampa

I tuipani sulla parete. ©elisabettaguida

Penso al Pulitzer, un gruppo di 25 case restaurate, risalenti alcune al XVII secolo, altre al XVIII, diventate hotel. Trait-d-union: il cortile. Ma, anzi un universo di “ma”: perché la sensazione è quella di camminare per un giardino terrazzato. Eppure è indiscutibilmente un cortile. E’ la percezione a fare tutto, esattamente come in un giardino e a partire dall’entrata sovrastata da un pianoforte sospeso e di fianco sulla parete, in verticale, un chiosco di tulipani. Poi l’esterno, camminamenti, coperture in vetro, strutture pensate come fossero serre, la sensazione di dominare lo spazio. Ci sono scorci che sembrano richiamare alle Tuleries, e dunque ancora Le Notre, perché prima di Versailles fu il giardiniere di palazzo.  Saranno i viali riprodotti al Pulitzer in dimensioni infinitamente più piccoli, le aiuole, le seggiole di ferro.  E a rifletterci tutto l’hotel è pensato come un insieme di parterre, non tutti vegetali, ma che formano l’insieme.

Il progetto delle Tuileries di Le Notre, via wikipedia

E a proposito di aiuole Villa Cordevigo è un altro esempio. Con le dovute proporzioni, la villa è strutturata all’opposto rispetto alla Reggia di Versailles.

Vista aerea di Villa Cordevigo. La fotografia è una cortesia dell’ufficio stampa

©ToucanWings (Own work) [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

Dunque non aprendo sul parco, s’è trasformato il patio in uno spazio, secondo De Notre, con i parterres.

Villa Cordevigo

Che poi è la magia di sentire come se il mondo girasse intorno a chi ci passeggia,come se le case ed il ristorante che fanno l’hotel galleggiassero intorno ai nostri desideri, così in punta di piedi. Al di là di qualunque argomentazione. Ed indipendentemente dal fatto che Villa Cordevigo Wine Relais fu una dimora del 1700, o che sia circondata da 100 ettari di vigneti e olivi, e che il ristorante nel 2013 abbia ottenuto una stella Michelin.

Un giardino storico fatto col muschio in una cassetta per la frutta e la verdura. ©elisabettaguida

Muschi. ©elisabettaguida

Muschi. ©elisabettaguida

Eh lo so poi ci si guarda intorno e si vedono gli angusti spazi delle nostre povere case. Credo che ognuno di noi dovrebbe potere abitare in un piccolo castello, anzi un diritto fondamentale da mettere nella costituzione e subito fare la legge esecutiva. Ma si sa la vita è ingiusta e bisogna arrangiarsi. Così mi sono ricordata che qualche edizione fa, tra gli espositori di Orticola ce n’era uno che aveva proposto la riproduzione di alcuni giardini storici, fatti con diversi tipi di muschio, usando per contenitore le cassette per la frutta e la verdura. Ora, l’idea è, ve ne comprate tipo cinque -una centrale e poi le due laterali- (proprio a volere esagerare), e ogni volta che aprirete la porta del balcone, sembrerà d’abitare a Versailles. E voilà! Elisabetta Guida

Le fotografie dell’Hotel Pulitzer ad Amsterdam e di Villa Cordevigo Wine Relais tra Verona e il Lago di Garda sono una cortesia degli uffici stampa. Per saperne di più sulle strutture: www.villacordevigo.it, www.pulitzeramsterdam.com

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