La Sapienza alle Olimpiadi di Bioarchitettura. Restart4smart: la casa del futuro

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Fotografia scattata dalla Nasa, di dominio pubblico. Via Wikipedia

Per una mattina è stato come se la mediocrità non esistesse. Come se avessimo smesso di credere al rumore del mondo. Restart4smart è stata la meraviglia.

(Intanto Restart4smart è la casa del futuro. Meglio il progetto dell’Università Sapienza in concorso alle Olimpiadi Universitarie di Bioarchitettura. Una competizione internazionale nata negli Stati Uniti che nel corso del tempo ha visto gareggiare gli atenei di tutto il mondo. E, che, l’anno prossimo a Dubai vedrà l’Italia che grazie al Prof. Casini e alle idee dei cinquanta tra dottorandi e studenti di Ingegneria e Architettura dell’università romana essere tra i dieci progetti finalisti)

Ed anche se il progetto è stato presentato ormai tre giorni fa –il 13 novembre nella sede milanese della Microsoft, tra i primi a credere ed investire in Restart4smart (che tra parentesi si chiama così per raccontare al primo sguardo che l’idea di base e partire dall’architettura che c’è per costruirne un’altra migliore)- è così difficile scriverne. Speravo che l’entusiasmo, ma no. Vorrei che poteste leggerle tutte le parole, tutti i pensieri in contemporanea, così come sono in questo momento nella mia mente, lì che affollano la porta d’uscita e ognuno scalpita e spintona per arrivare prima sul foglio.

La prima edizione de “La critica della ragion pura” di Kant

Sapete quando si parla di una città e si dice ha una bella energia? Ecco è stato così. Perché Restart4smart è il modo di pensare è uscire dalla gabbia del “tutti fanno così”. E’ ragionare alla Kant, “Critica della Ragion Pura” applicata. Si tratta di capire come funzionano le cose e cercare soluzioni differenti, migliori, dire la propria, esprimersi.

Ma arrivando al dunque: Restart4Smart e la conferenza stampa.

In genere quando si sente parlare di casa del futuro il pensiero si ferma alla domotica.  Ed in tema, per Restart4smart il Prof. Casini ha citato tra gli altri lo smart bed (un letto che riesce a diagnosticare come si è riusciti a dormire e le luci della camera che si alzano e s’abbassano automaticamente), piuttosto che sistemi di riconoscimento che vanno a sostituire le chiavi e memorizzano le abitudini e le preferenze di ciascun abitante della casa.

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Ma il progetto della Sapienza è molto di più. Si tratta di ripensare una casa a partire dalle fondamenta. Come se finora si fosse guardato a qualcosa da un’altra prospettiva, e adesso si fosse semplicemente girata la questione. Le parole magiche sono “sistema integrato”. Prendete l’acqua, Dubai è un luogo dove questa risorsa è scarsissima. Così in Restart4smart è stato installato un sistema che permette il riutilizzo e la ri-potabilizzazione di tutte le acque. Oppure il sistema energetico: la sfida è stata riuscire a caricare l’automobile elettrica senza portare via energia alla casa. E a proposito bella l’idea per il sistema di condizionamento. Per regolare la temperatura hanno pensato di combinare l’aria condizionata ad un sistema di ventilazione naturale. Chiaro il rumore e la vista dell’acqua aiutano: allora ecco una fontana a parete.

Il collettore con blocchi aerogel utilizzato dalla sonda stardust. Via Wikipedia

Hallwyl Museum / Helena Bonnevier / CC BY-SA [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0) o Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Certo bisogna dare a Cesare quello che è di Cesare. Perché Restart4smart ha molti partner. Per esempio “Forme d’acqua” o Islam dolomiti che ha pensato alle pareti, visto che s’è deciso di optare per il legno a casa della sua resistenza imbattibile. E un infinità di altri. Mi ha impressionato il software che consente di vedere all’interno del muro come se si facesse una risonanza magnetica per osservare la struttura interna.  Per non parlare di “aerogel” -la sostanza più leggera che si conosca ma con una grandissima capacità di carico e resistenza strutturale- usata anche dalla Nasa e isolante per il progetto della Sapienza.

©Solar Decathlon

Poi i vetri elettrocromici –cioè si oscurano o si schiariscono per decidere quanta luce fare entrare- e tutto il discorso dell’amministratore delegato di Atos sulla protezione da attacchi di qualche hacker (mentre parlava pensavo a tutte le volte che in banca cercano di venderti qualche assicurazione sulla casa e come viviamo nel momento in cui tutto cambierà).

Infine Microsoft. Mi è piaciuta Silvia Candiani, l’Amministratore Delegato, mi ha dato l’idea di una persone “sul pezzo”. Bello che Microsoft investa sui progetti, l’idea è dare spazio a chi vuole cambiare il mondo. Dunque attenzione puntata ai bambini, offrendo corsi gratuiti alle classi delle elementari, e a chiunque abbia bel progetto in testa.

Totale: riallineamo le priorità e cambiamo il mondo. Elisabetta Guida

 

 

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