“Perchè fatti non foste per vivere come bruti” (Dante). Magica casa Van Loon

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Fotografie di famiglia a casa Van Loon. ©ElisabettaGuida

©elisabettaguida

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Casa Van Loon è assimilabile ad una camminata senza meta tra i canali di Amsterdam; o al rumore della vita. Difficile definirla, loro si chiamano museo, certo bisogna capire cosa si intende, ma chiamarla così sarebbe farle cattiva pubblicità. Qui non c’è

Il giadino interno alla francese. di fronte la rimessa per le carrozze. ©elisabettaguida

aria di morte, o quelle atmosfera sacrali come se l’arte non fosse fatta per vivere.

Casa Van Loon è una giornata di sole. Rappresenta quello che per me è bellezza, intendo quello che mi mette in pace col mondo. Il misto di meraviglia ed armonia a cui mi attacco quando i giorni si fanno spiacevoli e fastidiosi e mi permette di “lasciare andare”. E sono gli stucchi sulle pareti, i ferri battuti della ringhiera della scalinata, le fotografie di famiglia e la tavola addobbata come se si stesse per iniziare il pranzo ad essermi entrati nel cuore.

Stucchi sul soffitto
©elisabettaguida

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Chicchere di casa Van Loon

Comunque & intanto: costruita nel 1672, fu casa del pittore Van Bol. Poi a fine 1800 divenne residenza dei Van Loon una famiglia aristocratica che l’ha abitata fino ai primi anni del 1900, ma ancora oggi vivono in alcune parti della casa non aperte al pubblico (penso alla vetrata liberty del terrazzo che si intravvedeva dal giardino interno chissà magari dietro quei vetri ci sono loro).

Ritratti di famiglia ©elisabettaguida

©elisabettaguida, Verso i piani superiori, l’ammezzato

Anche se a dire la verità potrebbero decidere al momento quale stanza aprire al pubblico ed in quale vivere tanto è viva.

La carrozza di famiglia. ©elisabettaguida

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Ritratti di famiglia. ©elisabettaguida

A passeggiarci e curiosare, non fosse per la biglietteria all’ingresso, ci si sente un po’come se ci si fosse intrufolati approfittando di una distrazione dei proprietari e che da un momento all’altro potremmo essere sorpresi da qualche domestico.  E a proposito forse il locale più rischioso è la rimessa per le carrozze per il via vai che la cura dei cavalli e chissà… il desiderio diqualcuno della casa di fare un giro in città.

Magico godere del giardino alla francese, accedervi dai locali della servitù e dalla cucina ottocentesca dove

L’angelo in giardino dalle finestre della cucina ©elisabettaguida

sono appese le ricette della cuoca, una certa Leida. A sapere l’olandese se ne potrebbe prendere spunto! Elisabetta Guida

©elisabettaguida

Ps- Per le giornate no: doveste pranzare con un minestrone, preparatevi la tavola con tutti i santi crismi, anche con stoviglie spaiate (idea per giocarci) e fiori sul tavolo –dovesse essere uno-. Aiuta a mettere le cose in prospettiva, a mantenere rispetto per se stessi e dunque lasciare andare.  Con me funziona. “Perchè fatti non foste per vivere come bruti” diceva Dante.

www.museovanloon.nl

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