Ispirazioni d’arredo

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  1. L’ingresso dell’hotel Pulitzer (la fotografia è un brutta ma quella sera ero senza maccchina fotografica)

    Casa Van Loon, il lampadario del disegno attraverso i ferri battuti della ringhiera delle scale ©elisabettaguida

    Una sera sono capitata al caffè dell’Hotel Pulitzer. Camminavamo per uno dei tanti canali di Amsterdam, quando abbiamo visto un pianoforte appeso al soffitto e una parete di tulipani.

    L’ingresso ad una delle stanze. ©elisabetttaguida

    Era l’ingresso dell’hotel.

    La piantina dell’ammezzato si casa Van Loon. ©elisabettaguida

    Una parte del giardino dell’hotel. La fotografia è una cortesia dell’ufficio stampa del Pulitzer

    Poi l’interno, dava l’idea che tutta la struttura fosse costruita su un giardino terrazzato. Sarà che il progetto del Pulitzer prevedeva di far comunicare 25 case costruite nel diciassettesimo e nel diciottesimo secolo. E questo mi ha fatto pensare ai disimpegni, e a un’altra casa, quella dei Van Loon, al modo che avevano qualche secolo fa di suddividere le stanze.

    Amo questo pavimento. L’insieme dei colori, la fusione perfetta: come scivola lo sguardo. Un ambiente dell’hotel Pulitzer. La fotografia è una cortesia dell’Ufficio Stampa

    E certo è difficile avere un ingresso e un disimpegno così.Ma alla fine il disimpegno era il centro della casa, da lì partivano le scale che andavano ai piani superiori e inferiori, e si affacciavano il salotto, la sala da pranzo della famiglia e quella di rappresentanza.

    Allora l’idea potrebbe essere fare un mix tra il Pulitzer e la casa dei Van Loon, facendo ruotare tutta la casa intorno al salotto, pareti a giardino verticale, piante in vaso, quadri, fotografie, collezioni private sul tema.

    E da qui si accedere a tutte le stanze della casa. Per delimitare salone e sala da pranzo, qualche scalino magari in pietra, un po’ come se salendo le

    scale si arrivasse al patio di una villa immaginaria. Il resto delle stanze, con porte (magari antiche) filo pavimento scorrevoli (come in alcune suite, tutto a scomparsa in un gioco di prospettive). Anche la cucina, dotata di una carrucola (si chiamerà così?) per le vivande e un’altra porta verso la sala da pranzo. Che scritto così sembrerebbe ci volesse la metratura di Versailles, però a rifletterci la cucina potrebbe essere anche un cuoci-vivande, e i metri quadrati dedicati al pranzo appena necessari a tavolo e sedie.

  2.  Anche se non si ha a disposizione una bifora, si possono avere sedute in stile 1400. L’importante è che il sedile sia a filo col vetro: 

    ©elisabetttaguida

  3. Qualche idea per sala da pranzo:

La fotografia è una cortesoa dell’hotel Pulitzer.
©studiocopper

Un tavolo del caffè ristorante Dupont. Mi ha ricordato l’allestimento di una design weel 2010 -credo- di Minacciolo. Presentava una cucina a locale unico ad L ed aveva suddiviso gli ambienti con il contrasto tra cucina ultra contemporanea e piccola sala da pranzo gusto retro. ©elisabettaguida

4. tavolino d’appoggio:

Un tavolo d’appoggio al Sir Adam Hotel
©elisabettaguida

Elisabetta Guida

 

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