Che tipo Rembrandt

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©elisabettaguida

Oscar Wilde diceva che chi ha carattere in genere l’ha pessimo. Per Rembrandt sembra una gentilezza. Più tanta luce quanto ombre che più scure non si può.  Alcuni sostengono che vivesse al di sopra dei propri mezzi, altri che ha un certo punto sia cambiato il gusto e fallì. Perché contrariamente alla maggior parte dei suoi colleghi, lui conobbe la fama da giovanissimo.

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Eppure la sua vita, le situazioni che ha incontrato, sembrano tutte aggrovigliate attorno al denaro.

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Sono andata a vedere la casa dove ha abitato ad Amsterdam, tra l’altro comperata con la dote della moglie – si sarà usato così? Mah…-.

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E’ stato bello vedere la cucina, perché l’audioguida raccontava di una lite furibonda avvenuta in quella stanza con l’amante di turno.

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Sembra la volesse lasciare, e si dice che il discorso vertesse sulla buona uscita.  Sono andata a cercare più notizie sul web -a proposito era pieno di donne con un debole per le domestiche-, pare che ce ne sia stata una a cui gli avesse promesso di sposarla e che lei (per ripicca?) tentò di vendere i gioielli della moglie. Fece una fine bruttissima, la fece rinchiudere in manicomio, che persona senza scrupoli Rembrandt.

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Peccato che gli originali dei suoi dipinti, siano stati portati al museo nazionale olandese –il Rijksuseum- (lì però c’è una collezione di acqueforti bellissime). Sarebbe stato così bello, così imperfetto, così forte il contrasto tra un talento grandissimo e il suo lato oscuro. Sarebbe stata vita. Elisabetta Guida

  • Ps- Cosa curiosa: Ai tempi di Rembrandt si pensava che stando sdraiati affluisse troppo sangue al cervello e portasse a conseguenze perniciose. Dunque dormivano praticamente seduti. Il che fa pensare, a quante convinzioni abbiamo, date per verità assolute che in un futuro riterranno ridicole?

 

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