Il respiro dell’universo

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In una città niente è paragonabile ai lavori per la metropolitana. Un’attività che mi ricorda quelle persone che acquistano vecchie case e trovano tesori inestimabili nei solai o in cantina. A Vienna è successo così. Stavano scavando per allungare la linea  della metropolitana quando, d’improvviso, sotto Stephansplatz  è comparsa una cappella del 1250 circa. Ci sono croci di fattura bizantina. Pare fosse usata per le sepolture; nel 14mo secolo divenne la cripta di una famiglia di mercanti. Oggi fa parte del complesso museale della città, accessibile a chiunque. Ed il passare del tempo l’ha scollata da una identità religiosa diventando un luogo dove sentire, semplicemente, il respiro dell’universo. Un cosa che mi sembra meravigliosa. 

Un po’ di anni fa Bertrand Russel in un articolo che avrebbe dovuto andare su ‘Illustrated Magazine’ ipotizzò una storia interessante. Immaginate che tra la Terra e  Marte gravitasse una teiera di porcellana che, esattamente come gli altri pianeti, girasse intorno al sole. Ma è cosi piccola da non potere essere vista neppure con il il più piccolo strumento. E che mezzi di comunicazione, scuola, ogni domenica,  e ore formazione ad hoc, non facessero che ripeterla ed insegnarla come ‘la verità’.  Una verità peraltro indubitabile,  visto che l’incertezza non sarebbe altro che ‘un’intollerabile presunzione della ragione umana’, per dirla con le parola di Russel. Personalmente credo con il filosofo che le religioni organizzate siano questo, una combinazione tra potere terreno & rassicurazione. 

Ma voi prendetelo come un suggerimento per farci un pensiero, con la certezza la morte non esiste. La prova? “il Gatto di Shrodinger”,  la fisica quantistica e per essere ancora più concreti il software che stanno costruendo sulla base di questi concetti.  (È colorato rispetto al testo perché ho attaccato un link, sebbene dalla grafica non si capisca)
Certo resta che di verità ognuno ha la sua. Elisabetta Guida

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