Il profumo è un mondo, anzi, una mappa

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Globo tascabile del XVIII secolo. Galleria Subert, Milano (c)elisabettaguida

Se un giorno passeggiando per una strada qualunque, incontrassimo un gentleman del XVIII secolo, probabilmente terrebbe tra le mani un oggettino fascinoso comr un frammento di lingerie che sbuca dalla scollatura di un vestito. Si tratterebbe di un piccolissimo globo terrestre, perché la sua era l’epoca delle grandi scoperte e le carte geografiche profumavano di avventura. Forse, si sarebbe vista solo la custodia, un astuccio ruvido al tatto (fatto con la pelle di uno squalo zigrino) che avrebbe dovuto avere l’effetto di un manifesto.

Bottiglia di profumo di René Lalique via pinterest

Beh, oggi la geografia è ancora più interessante. Tralasciando il nuovo tentativo di perforare la crosta terrestre ( https://www.focus.it/scienza/scienze/spedizione-per-forare-la-crosta-terrestre-fino-al-mantello) e badando solo a quello che si può vedere e toccare… c’è un mondo da scoprire. Perché il bello di quando si pensa che tutto è stato visto e stravisto, è che è arrivato il momento di passarci attraverso. Come se ci si tuffasse in mare per fare una nuotata.

Kate Mclean. La fotografia è stata scattata nel 2014 da Brian Harkin

Summer street smell mapping Astor Palace New York. (c)KateMclean

Certo città come Parigi non hanno bisogno di presentazioni ma qual è profumo della sua pelle? Qual è la sensazione se la si tocca? Quali sono i segreti che si respirano quando le si sta vicino? Alla scorsa edizione di Esxence, Marta Siembab  durante la sua conferenza/ workshop ha spalancato la porta di un mondo.

(c)KateMclean

Marta Siembab

Intanto ci ha raccontato di un artista londinese Kate Mclean e delle sue mappe sensoriali. Si tratta di veri e propri eventi che coinvolgono migliaia di persone che pronte a captare qualunque odore danno una definizione profumosa di massima ad un quartiere, una strada… E la cosa ancora più interessante è che alle volte gli odori vengono collegati ad un’emozione. Chiaro ognuno ha il suo vissuto e la sua cultura ma la cosa curiosa è lo sfondo che si disegna.  Per chiunque volesse saperne di più: http://sensorymaps.com/, ci potete trovare un milione di informazioni interessantissime ma soprattutto, e questo si collega con il proseguo di quanto a proposto Marta Siembab, parecchi spunti.

Un particolare dell’opera di Chun. Robertaebasta, Milano. (c)elisabettaguida

A proposito bisogna partire dalla considerazione che ogni mappa è la rivelazione di un segreto: un appunto  che alle volte si combina con un ricordo, un pezzo di vita vissuta. Dunque l’idea  è stata quella di creare mappe sensoriali di tutto quello ci circonda, magari  dela borsa che usiamo tutti i giorni.  Ma che io fossi voi amplierei…  con esperienze, persone: un mix tra un diario e un libro d’artista… e potendo arricchendolo con qualche acquarello. (Potrebbe essere un’idea regalo)

Penso alla mio opera d’arte preferita del momento, un quadro di Chun. Visto ad una certa distanza sembra un paesaggio, la superficie di un pianeta del tipo di quelle mostrate nelle fotografie della nasa. Ma poi avvicinandosi si vede è fatta di tanti foglietti ripiegati, sulla quale sopta ognuno è scritta una poesia. Ecco anche una cosa così…

Perché alla fine vivere è attraversare le cose. Elisabetta Guida

Per chi volesse leggere di più:

Sensorymaps.com
Thinkingmaps.com
Makingmaps.net
Jason Logan/ ny times.com
Marta Siembab

 

 

 

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