Il peso dell’aria secondo Molteni&Dada

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Tavolo Belsize, di Rodolfo Dordoni per Molteni.
La fotografia è una cortesia dell’ufficio stampa

A volte ho le illuminazioni. Un lampo di luce nella notte o come il titolo di quel romanzo di Françoise Sagan, “Un po’ di sole nell’acqua gelida”. Questa volta è successo a cena con alcuni amici di famiglia. Si parlava di posate, di pesi distribuiti male: occasione il servizio difettoso. E caspita quante cose si danno per scontate e invece siamo circondati da doni preziosi, pura magia, raffinatezza –che poi è la stessa cosa della magia-.

Il caso ha voluto che il giorno dopo scaricassi tutte le e.mails con le anteprime Molteni per la Design Week di Parigi e il Festival di Londra. E la sensazione è stata la stessa: una finestra che all’improvviso si è aperta.

Camden, di Rodolfo Dordoni per Molteni. La fotografia è una cortesia dell’Ufficio Stampa

Perché per vivere Molteni bisogna essere un po’ oltre. Penso a Van Duysen, al suo design, all’idea di protezione. A proposito dichiara “Sentirsi protetti è qualcosa di molto importante, di cui tutti abbiamo bisogno, è qualcosa che vorrei tradurre nei miei progetti di architettura e design”. E certo c’è involucro protettivo, ed involucro protettivo.

Premessa: Van Duysen è il direttore creativo, dunque l’anima contemporanea del marchio. Che detto così suona vago.

Camden, di Rodolfo Dordoni per Molteni.
La fotografia è una cortesia dell’ufficio stampa

Voglio dire che se si pensasse a Molteni come a una Y e si associasse la parte superiore alla direzione Van Duysen, mentre le profondità a Gio Ponti, allora sarebbe più chiara la declinazione della leggerezza all’idea di protezione, la fusione dei concetti del design d’interni e di architettura, il significato stesso dell’idea di casa.

Gio Ponti. La fotografia è una cortesia dell’ufficio stampa

In questo senso bisogna essere oltre, perché la casa “nido” che va proponendo Molteni è uno spazio mentale; un po’ come se si potessero costruire pareti invalicabili tracciando una riga col gesso su un qualunque terreno.

E ancora più della cucina di Van Duysen, senza maniglie, tutta giocata sugli spessori –quasi un arredo alla Adolf Loos- è Dordoni ad essere il più metafisico.

Forse anche di Ron Gilad, che sempre associo ad un’opera che ho visto su una pubblicazione a lui dedicata che avevo sfogliata da Dilmos. Era la fotografia di un foglio bianco sulla quale erano appoggiate  una serie di graffette disposte in cerchio: mi era sembrato il genio della semplicità.

Teorema di Ron Gilad per Molteni. Latp B (e fusione tra architettura d’interni e design ; perchè può essere tutto , il piede di un tavolo, un tavolo d’appoggio ecc..) della collezione che Ron gilad ha dedicato al vuoto

Ma tornando a Dordoni, beh lui è un incantesimo, la sua matita è così leggera che sembra di essere catapultati in un mondo fatato oppure di tornare bambini, quando con uno schiocco di dita si faceva apparire un castello. Perché i suoi elementi d’arredo sembrano fatti di carta. Certo bisogna saperli sostenere, avere l’anima della stessa leggerezza. In questo senso dicevo che per vivere Molteni bisogna essere un po’ oltre.

Per esempio il divano Camden: l’ho visto e ho pensato qui potrei tranquillamente vedere seduti Anna Karenina e il Conte Vronskij. Il che però implicherebbe che avrebbero fatto i conti con la faccenda del decoro. Non si tratta di minimalismo ma qui il decoro è come se fosse sublimato nella sinuosità della linea, come se avesse tolto il trucco e si trovasse a tu per tu la semplicità della bellezza. Elisabetta Guida

Appuntamenti Molteni:

La cucina “Ferrovia Steel” di Van Duysen per Molteni

Per la design week di Parigi, dall 8 al 16 settembre, il Flagship store di Molteni&Dada presenterà una retrospettiva dei progetti di architettura di Vincent Van Duysen. Protagoniste dell’allestimento le novità presentate al salone del mobile 2017 e le riedizioni dei prodotti disegnati da Giò Ponti.

Per la design week di Londra, dal 21 al 24 settembre, presso il Brompton Design District, Molteni collaborerà con Kvadrat e presenterà “Other stories – alternative perpesctive on design”

Mentre a Giussano presso la sede Molteni, nel concept espositivo di Ron Gilad, “Floating Cube” (di cui il designer ha detto: Un cubo dentro un cubo, una stanza sospesa senza entrata e senza uscita, uno spazio inaspettato per l’arte”, sarà in mostra “la quadreria contemporanea” a cura di Cristiana Colla. Una serie di fotografie (10 anni, 10 autori, 10 opere) pensate e realizzate da e per M&C, un giornale multiculturale ideato da Luca Meda.

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