Il De Salon a L’Aja: un Bed & Breakfast millesettecentesco e multistrato

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L’Aja in una cartina del 1700, via wikicommons

Passare qualche giorno all’Aja (o Den Haag come la chiamano gli olandesi) soggiornando al De Salon è l’equivalente d’abitare un tappeto volante. Un Bed & Breakfast da pensare come a una torta a strati. Tanti strati, differenti, contrapposti, sfaccettati, numerosi; e da qualunque angolatura lo si guardi. Più di un sostantivo, nessuna parola potrebbe descrive meglio il De Salon da un verbo: attraversare.

Il primo spartiacque è la linea temporale.

Me la immagino come una serie di veli sottilissimi posizionati nei punti strategici del tempo, delle barriere invalicabili, un po’ come si pensa sia la “membrana” che divide gli universi paralleli. Una serie di confini al di là del quale al presente non si permette di andare e all’improvviso diventa passato.

Disegno per un soffitto di Daniel Marot, via wikimedia Commons

Al De Salon il tempo così come lo intendiamo non esiste: non ci sono separazioni, arriva tutto insieme. Il presente diventa il 1700 (il palazzo fu costruito ad inizio secolo) con aderenze nell’anno in corso. Ma basterà guardare appena indietro, come per cercare un ricordo, una storia sentita, per far affiorare gli eventi che hanno fatto la fortuna del De Salon.

Guglielmo I d’Orange, il leader degli stati protestanti durante la guerra d’indipendenza iconro la Spagna; via wikipedia

Intanto i Paesi Bassi, che durante l’impero carolingio sono un agglomerato di principati semi-autonomi, nel XV secolo passano sotto il governo della famiglia degli Asburgo di Spagna. Ma in seguito alla riforma protestante e all’intransigenza cattolica di Filippo II, arrivano le insurrezioni guidate da Guglielmo d’Orange, che portano le regioni di fede protestante dei Paesi Bassi ad ottenere l’autonomia ed unirsi sotto il nome di Repubblica delle Sette Province. A questo punto ecco L’Aja, la città che si decise essere la sede del governo. Così dal 1588 in avanti fu un fiorire di nuove strade (tra l’altro Den Haag è l’unica città olandese a non essere attraversata dai canali e ad avere uno struttura tardo medievale) ed edifici che avrebbero dato ospitalità ai funzionari governativi.

E il De Salon non sfugge a questa logica.

Nel mezzo ci sono le vicissitudini di Daniel Marot, un architetto francese piuttosto importante. Lavorò come incisore per Jean Berain (uno dei designer ufficiali di Luigi XIV) e dunque per le Manifacture Gobelins. Ma poi arrivò l’editto di Fontainbleu che mise al bando i protestanti. Così lui di famiglia ugonotta, emigrò in Olanda alle dipendenze del futuro Gugliemo III d’Orange, allora Stadhouder, ovvero luogotenente civile dell’unione delle sette province, di stanza a L’Aja.

Una scena di vita a L’aJa nel 1700, via Wikipedia

E proprio qui Marot disegnò il De Salon, che ai tempi era la residenza di un cancelliere (un certo Francois Fagel) ed oggi, per qualche giorno la vostra abitazione.

Vi guarderete intorno e noterete che le aderenze con il ventunesimo secolo di cui dicevo non riguardano la struttura né parte degli interni rimasti com’erano, piuttosto con l’idea di casa. Sarà perché più che di camere si tratta di miniappartamenti ma è la contemporaneità a farla di padrona, perché è il modo di suddividere gli spazi, come si sceglie di viverli.

E se finora avete attraversato il tempo, appena superata la soglia della vostra sistemazione cambierete direzione e viaggerete attraverso nuovi pensieri.

Per esempio la camera più economica e l’idea della struttura verticale per fare di 35 metri quadrati, con la complicità di una scala, un salotto, un bagno e una romantica camera da letto pensata in stile: “lassù sull’ abbaino”. E forse si porrà il problema del bagno a vista. Scelta che sembra non dettata dalla necessità ma da una precisa filosofia. Di recente ho visto un documentario in cui si indagavano le feste dall’Antica Roma all’alto medioevo si facevano nei bagni pubblici, cosa che mi ha fatto pensare nello specifico al ruolo della vasca da bagno all’interno di una casa. Certo bisogna venire a patti con la di nudità, ma alla fine il messaggio è quello di usare il bagno come se si fosse proprietari di una splendida, immensa villa con una piscina immersa nel parco. E l’ho trovato un punto di vista adorabile, indipendentemente dalle difficoltà, perché dimostra come spesso a separarci dai nostri desideri non è il denaro ma i muri mentali. Elisabetta Guida

www.bnbdesalon.nl

Per prenotare un soggiorno: info@salondenhaag.nl, oppure tra altre pagine web, booking

 

 

 

 

 

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