L’incantesimo di Mikayel Ohanyanyan

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Layout 1Dissonanza, armonia, equilibrio, punto zero. Queste le parole che hanno risuonato durante la conferenza stampa all’Università degli studi di Milano per l’installazione Durk – “porta” in armeno- di Mikayel Ohanyanyan, leone d’oro alla biennale di Venezia.

E lì per lì, me02-Durntre ascoltavo, è stata la meraviglia; una specie di stoneage creata dalla vibrazione tra l’architettura seicentesca di uno dei cortili dell’Università di Milano e la contemporaneità di queste 12 sculture + 1 disposte in una diagonale est/ovest.

Sembrava di essere su un tappeto volante.

01-Mikayel-Ohanjanyan photo NicolaGnesi ridottaLa tredicesima scultura mi ha portato al significato cabalistico del numero -l’ineluttabilità del cambiamento, la rinascita- perché la sua ragione d’essere è rappresentare una sintesi, la ricomposizione dell’unità dove l’uomo è un concentrato di tensioni e contrasti. Insomma il ciclo della vita, e insieme la teoria di Hegel secondo cui lo spirito si realizza nella storia.

Con l’idea di porta ho attraversato tutto il simbolismo del termine: lo spazio segreto, il mistero che si rivela, il passaggio verso un altro luogo, un’altra dimensione.

02-Durk-Mikayel-Ohanjanyan-Opening04-Durk-Mikayel-Ohanjanyan photo-ValentinoAlbini ridottaMentre le parole dell’artista –l‘arte non ha tempo perché è una melodia musicale-  mi hanno fatto volare nella bellezza, oltre lo spazio ed il tempo.

02-Tasnerku-1 ridottaEd il fatto che Mikayel Ohanyanyan fosse armeno ha condito il tutto con pizzico di esotico.

Poi però, quando, come consigliato dalla curatrice Donatella Volontè, ho passeggiato per l’installazione, non ho capito, ho smesso di sentire.

Certo c’era l’aspettativa, l’idea che mi ero fatta che dovessero essere opere di grandi dimensioni e la mia mal disposizione verso l’arte contemporaneo. Tanto che avevo deciso di non scriverci ed ho passato, senza salvarla, la chiavetta con le fotografie al direttore ed editore della rivista con cui collaboro.

02-Durk-Mikayel-Ohanjanyan photo-ValentinoAlbini ridottaMa Durk ha continuato a girarmi in testa, ed una sera in una delle mie camminate anticellulite, l’illuminazione. E la risposta è: la vibrazione. Così sottile e potente da apparire come se fosse coeva al cortile e al loggiato della Cà’ Granda e nello stesso momento completamente diverso. Uno spazio impossibile da pensare senza le 13 porte di Mikayel Ohanyanyan.

L’incantesimo svanirà il 19 Marzo.   Elisabetta Guida

Durk
Cortile Cà Granda
Università Statale di Milano
Via Festa del Perdono n.7
Orari: lunedi/venerdì dalle 9 alle 20. Sabato dalle 9 alle 18

Visite guidate gratuite:
venerdì alle 17.30, sabato alle 11
telefono: 02.503.129.83

Facebook/ La statale arte
lastatalearte.it

02-Mikayel-Ohanjanyan photo NicolaGnesi ridottaIl progetto grafico di Durk è di Marco Strina. L’installazione è stata realizzata con il patrocinio del Comune di Milano, della Regione Lombardia, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, dell’Ambasciata Armena in Italia, in collaborazione con Tornabuoni Arte, Firenze/Milano/Parigi/Londra, e Art of the World. Ha contribuito la Fondazione Cariplo.

Il Credito fotografico è di Valntino Albini e Nicola Genesi.

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