Tra una macchia ed un disegno d’artista

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©elisabettaguida

21 agosto-

©elisabettaguida

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Sembra un’immagine sgranata, quando la definizione è così alta che il computer non ce la fa e allora appaiono un insieme di macchie. Certo potrebbe davvero essere una macchia, l’umidità o qualunque altra seccatura che un muro esterno debba sopportare; anche se si trova su una delle pareti del piccolissimo –issimo- spazio esterno (forse più un affaccio) che dà su una strada medievale di Castiglione della Pescaia.

Eppure la miniatura della fotografia ricorda un volto antico, sciupato del tipo “Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo. Un po’ come capita a volte di incontrare persone che hanno intorno tutta un’aura che sembra appartenga ad un altro tempo, un’altra storia. E se fosse così mi ha ricordato i tappeti taftati a mano di Lizan Freijzen per il progetto “The Living Surface”, i quali non sono altro che la riproduzione di immagini di muffe viste al microscopio.

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Ma anche un sogno! Ero sul pullman della stampa con una mia amica, a un certo punto ci chiedono se vogliamo fermarci a vedere un paesino.  Lei entusiasta vuole assolutamente. Scendiamo solo noi e siamo attirate da una campagna, più esattamente da alcuni alberi con delle foglie gigantesche, per intenderci dalla forma simile alle Ginkgo Bilboa, ci inoltriamo in quella che diventa una foresta e in fondo, in fondo, all’interno di un tronco c’è un palcoscenico, sembra di vedere un viso. Però quando ci avviciniamo vediamo che il viso è formato da un gruppo di bambini che danzano in un eterno farsi e disfarsi. Elisabetta Guida

 

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