Sulla scena del crimine. Dalla Sindone ai droni

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Protocole Bertillon par Reiss 01 ridottaI criminali sono un’immane seccatura. Almeno confessassero come nei telefilm della Signora In Giallo, invece niente. Allora: tempo, processi, testimoni e soprattutto il dubbio a regnare sovrano con verità ambigue eternamente avvolte nella nebbia.

Reiss02 ridottaPer fortuna siamo una specie a cui l’iniziativa non manca, così una volta scoperta la fotografia eccoci ad utilizzarla per liberarci dall’incertezza. Sicuro è un miglioramento. Basta pensare che prima di Alphonse Bertillon l’inventore della fotografia metrica – la macchina che permetteva di scattare l’immagine panoramica delle scene del crimine vedendo e risalendo a posizione, forma e dimensioni di un oggetto- ci si affidava ai soli ricordi dei testimoni. E siccome è bello trovare il colpevole, Rodolphe Reiss fa un passo in più nella ricerca dell’incontrovertibile: la fotografia dei particolari. Oggetti prima impressi sulla pellicola da diverse angolazione poi contro uno sfondo neutro. Il risultato è stato scoprire dettagli invisibili all’occhio nudo.

PH_12307 ridottaPH_12298 ridottaMa la fotografia è impatto emotivo. Impossibile scinderla dal contesto e dall’insieme dei valori di chi la guarda. La mostra “sulla scena del crimine” è uno studio sul potere dell’immagine attraverso 11 casi esemplari estrapolati dalla curatrice, Diane Dufour.

Un intreccio tra soggettività ed oggettività mai uguale a se stesso.

Così se la Sindone va ad impattare su convinzioni religiose,
(nel 1898 Pia, un fotografo amatoriale, durante l’ostensione, fa qualche scatto al sacro tessuto. Da qui viene a scoprire che la stoffa si comporta come un negativo. Un biologo cattolico, Paul Vignon vi si attaccò per dire che la sindone fosse un’impressione prodotta dall’azione chimica esercitata da un corpo. Il punto è: quanto la sua interpretazione è condizionata dal suo credo?)
le rivendicazioni territoriali dei beduini nel deserto del Negev potrebbero avere un effetto dirompente su un intero paese.
3043_DesertBloom_Grayscale- ridotta(le famiglie Al-Turi si sono rivolte ad un giudice israeliano per chiedere la restituzione del loro territorio. Le prove sarebbero una serie di fotografie scattate dalla Royal Air Force Britannica secondo cui risulterebbe per la presenza di alcuni insediamenti umani (compreso un cimitero). Conclusione quanto la fotografia è libera dall’interpretazione?).
18 ridotta16 ridottaE a proposito di soggettività c’è il potere dell’empatia,
(durante il processo di Norimberga gli avvocati mostrarono come prova a carico il film Nazi Concentration Camp. Il girato, che doveva fornire una rappresentazione della scena “vera, accurata, intatta e non distorta”, fu proiettato su uno schermo montato in posizione centrale rispetto all’uditorio, e sotto la ringhiera del banco degli imputati vennero installati dei neon così da rendere evidente la reazione dei criminali),
Mengele01 ridottala capacità di un immagine di convincere e permettere alle vittime di voltare pagina,
(una volta scoperto che lo scheletro trovato nei sobborghi di San Paolo fosse Mengele, fu necessario dare alle vittime un’immagine che ne garantisse l’identità. Allo scopo Richard Helmer, un patologo fotografo tedesco, inventò la tecnica di sovrapposizione fotografia + immagine video del cranio),
oltre a diventare atto d’accusa.Marfa Ilinitchna Riazantseva ridotta

VOYNOVA YE ridotta
(Stalin fu il mandante di 750.000 arresti, le persone venivano torturate fino a quando non confessavano qualsiasi cosa venisse loro detta, obbligati a dare altri 10 nomi e poi o condannate a morte, la media era di 55.000 esecuzioni al mese, o mandate nei gulag. Ognuna di loro venne fotografata poco prima di morire).

La mostra fotografica è una Co Produzione Le Bal, Photographer’s Gallery (Londra) e Netherlands FotoMuseum (Rotterdam). Fino al primo maggio 2016 sarà ospitata da Camera- Centro Italiano per la Fotografia a Torino. Elisabetta Guida

Didascalie e Photocredit in ordine di pubblicazione:

  1.  A. Bertillon. Messinscena dimostrativa del sistema di fotografia metrica di Bertillon, con un corpo a simulare il cadavere e l’apparecchiatura in posizione. Materiale didattico per corsi e conferenze. Rodolphe A. Reiss, 1925. Collezione dell’Institut de police scientifique dell’Università di Losanna.© R. A. REISS, coll. I
  2. Rodolphe A. Reiss, impronte digitali rilevate su di una tovaglia cerata, 25 novembre 1915, GrandChêne, Lausanne, Vaud. Collection de l’Institut de police scientifique de l’Université de Lausanne. © R. A. Reiss, coll. IPSC
  3. Sacra Sindone, Torino: viso, tracce di sangue e siero lasciate sulla fronte delle corone di spine. Negativo. Tiraggio realizzato tramite l’ingrandimento del cliché di Giuseppe Enrie (1931-1933). Fondo Paul Vignon.  ©Institut catholique de Paris, Bibliothèque de Fels.
  4. Sacra Sindone, Torino: mani, infiltrazione di siero sulle dita e in basso il sangue riportato decalcato dal fondo di una piega corrispondente al dorso della mano sinistra, nella regione del carpo. Traccia di un foro dovuto a un chiodo vagamente poligonale dai 6 ai 7 mm di spessore. Negativo. Tiraggio realizzato tramite l’ingrandimento del cliché di Giuseppe Enrie (1931-1933). Fondo Paul Vignon. ©Institut catholique de Paris, Bibliothèque de Fels.
  5. Le rivendicazioni dei beduini nel deserto del Negev. Zone d’al’-Araqi, immagine 5033, RAF serie Palestine Survey, 5 gennaio 1945. Il cimitero di al-Türi è situato sulla linea rossa n°14 in alto, nell’angolo a sinistra.  © A British Survey of Palestine, 194
  6. Le rivendicazioni dei beduini nel deserto del Negev. Cimetière al-Türi, al-‘Araqïb, Fazal Sheikh, 9 ottobre 2011. Le tombe al centro del cimitero sono le più vecchie e datate a prima della formazione dello Stato d’Israele.  © Fazal Sheikh
  7. Le prove di Norimberga. Gli accusati il 29 novembre 1945 prima della proiezione delle immagini dei campi di concentramento nazisti. Fotogrammi estratti dal film Nuremberg, les nazis face à leurs crimes realizzato da Christian Delage (2006) © Christian Delage, Compagnie des phares et balises, 2006
  8. Le prove di Norimberga. La tribuna degli accusati durante la proiezione. Fotogrammi estratti film Nuremberg, les nazis face à leurs crimes realizzato da Christian Delage (2006) © Christian Delage, Compagnie des phares et balises, 2006.
  9. Ritratto di Josef Mengele proveniente dagli archivi SS e di Wolfgang Gerhard, (lo pseudonimo di Mengele) ritrovata nell’abitazione dei Bossert in Brasile, coppia che lo ospitò sino alla sua morte. Queste immagini riportano le annotazioni di Richard Helmer, 24 punti che delineano i profili del volto. Courtesy Maja Helmer.  ©Behördengutachten i.S. von 256 StPD, Lichtbildgutachten Mengele, Josef, geb. 16.03.11 in Güzburg. Bundeskriminalamt, Wiesbaden, June, 14, 1985, courtesy Maja Helmer.
  10. Il Grande Terrore in Urss. Marfa Ilinitchna Riazantseva, Russia, nato 1866 nel villaggio di Kosafort, nei pressi di Makhatchkala, Daghestan, sa leggere e scrivere, nessun partito, ritirata. Residente a Mosca, rue 1re Mechtchanskaïa 62, app. 26. Arrestata il 27 agosto 1937. Condannata a morte l’8 ottobre 1937. Giustiziata l’11 ottobre 1937. Riabilitata nel 1989. © Archivi Centrali FSB e Archivi Nazionali della Federazione Russa GARF, Mosca, copie pubblicate dagli archivi dell’Associazione Internazionale Memorial,Mosca.
  11. Il  Grande Terrore in Urss. Alekseï Grigorievitch Jeltikov, Russia, nato 1890, villaggio di Demkino, regione di Riazan. Studi elementari. Lascia il VKP(b) nel 1921 perché in disaccordo con la Nuova Politica Economica (NEP) del partito. Fabbro presso l’officina metro di Mosca. Residente a Mosca, via Sadovaïa-Tchernogriazskaïa 3, app. 41. Arrestato l’8 luglio 1937. Condannato a morte il 31 ottobre 1937, giustiziato il giorno seguente. Riabilitato nel 1957 Réhabilité en 1957. © Archivi Centrali FSB e Archivi Nazionali della Federazione Russa GARF, Mosca, copie pubblicate dagli archivi dell’Associazione Internazionale Memorial, Mosca.
  12. Elizaveta Alekseïevna Voïnova, Russia, nato nel 1905 nel villaggio di Zakharovo, distretto Klinski, regione di Mosca. Studi secondari, senza partito, madre di famiglia. Residente a Mosca, via Manejnaïa 5, app. 9. Arrestato il 23 settembre 1937. Condannata a morte il 29 ottobre 1937. Giustiziato il 13 novembre 1937. Riabilitata nel 1989 © Archivi Centrali FSB e Archivi Nazionali della Federazione Russa GARF, Mosca, copie pubblicate dagli archivi dell’Associazione Internazionale Memorial, Mosca.

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