Le Merveilleux quotidien di Robert Doisneau. A Monza fino al 3 luglio

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04_Autoritratto con Rolleiflex ridotta Elisabetta GuidaFuori dalle mura delle fabbriche, ma senza allontanarmi poi molto, andavo ad aspettare non un evento speciale… ma non sapevo bene cosa, con una testardaggine irragionevole, a volte ricompensata da quel che mi pareva uno sprazzo di bellezza sorto dal grigiore.”  “All’epoca facevo il fotografo di moda ma quel mestiere non mi piaceva molto. Per non sprofondare nella malinconia, ogni sera andavo a cercare al bancone di quel bar-tabacchi un equilibrio indispensabile”. “Spesso mi hanno posto il quesito: spiegate quella mania di fare delle fotografie che nessuno vi ha ordinato. E’ una domanda idiota. Non ci sono motivazioni razionali, ma ben più il bisogno irresistibile di condividere la gioia che mi è entrata negli occhi.” Robert Doisneau.

Impressioni- Le merveilleux quotidien, la mostra che la città Monza dedica al fotografo francese è esattamente questo. Una mano che ci DSC_3548 (2) ridotta Elisabetta Guidaafferra per sollevarci dallo schifo da cui siamo circondati. La fotografia per sopravvivere agli inferni di ognuno. Un foglio di carta pronto a dimostrare che la bellezza esiste. Doisneau è una sorsata di ossigeno, un suggerimento per volare sopra un mondo di ignoranti ed arroganti, un attimo di libertà.

Poco importa che l’autore del “bacio davanti all’Hotel DSC_3516ridotta Elisabetta Guidade Ville” avesse dichiarato che si era trattato di una posa, e i ragazzi DSC_3537 ridotta Elisabetta Guidaritratti, due attori. Tutto nacque per via del servizio fotografico che stava facendo per “life” la rivista americana, poi successe che anni dopo una coppia di impostori denunciarono Doisneau per averli fotografati senza permesso. E così tutta la storia venne fuori. Ma alla fine cos’è l’autenticità? Qualche anno fa avevo visto un video su Ted Talks nella quale si discuteva proprio di questo. E la conclusione era che è impossibile imitare qualcuno, sempre salterà fuori il nostro modo di essere e rappresenterà nient’altro che noi stessi. Che sia così? C’è anche quel film con Juliette Binoche “copia conforme” che indagava la differenza tra originale e copia.

DSC_3547 (3) ridotta Elisabetta GuidaComunque la si pensi le fotografie di Doisneau hanno la grazia. A volte capita di incontrare persone che sembrano volare, sono come le ballerine di Degas. In questo caso Doisneau mostra che è l’oggettività della vita a vivere di questo stato, basta spalancare bene gli occhi. Sicuro lui fotografa la Parigi del sogno, ma certo vivere quel tempo sarebbe stato meno poetico e forse darebbe più forza al messaggio di Doisneau.

DSC_3551 (2) ridotta Elisabetta GuidaL’allestimento- Un po’ perché il 6×6 è piccolino, poi le frasi dell’artista riportate accanto alle fotografie e il filmato da cui si sente la voce vera di Doisneau, l’impressione è di essere al bar e prendere un caffè con il fotografo. Non ci sono protagonisti, emerge solo Doisneau. Le pareti pre-fabbricate sulla quale sono appese le fotografie danno un senso di precarietà. Di DSC_3522 (2) ridotta Elisabetta Guidafronte alle immagini del fotografo francese, diventate icone, sembra di guardare qualcosa di irreale; come davanti al David di Michelangelo o alla Gioconda.

La conferenza Stampa- La mostra allestita da Vidi in collaborazione con la Fondazione dei Fratelli Alinari e l’Atelier Doisneau, gestito dalle figlie –Francine Deroudille ed Annette Doisneau-  del fotografo, scomparso nel 1994, ha portato a Monza, 80 fotografie originali -dunque in formato 6×6- dell’artista. Questi i punti di vista espressi:

  • DSC_3507 ridotta elisabetta guidaPiero Pozzi – consulente scientifico della mostra-, ha sottolineato come la fotografia di Doisneau sia semplice e contemporaneamente costruita su più livelli, ad esempio il gioco di sguardi. Le immagini fotografiche sono istantanee, un azione colta in un momento magico. La bravura di Doisneau è quella di ridare valore alla banalità del quotidiano, abbattere il muro dell’abitudine
  • DSC_3513 ridotta Elisabetta GuidaLa Fondazione dei Fratelli Alinari ha fatto un intervento dal taglio storico. Vale a dire la figura del fotografo francese, l’ambiente in cui si è trovato a vivere – soprattutto il gruppo dei XV, di cui faceva DSC_3496 (2) ridotta Elisabetta Guidaparte, il quale un anno prima di sciogliersi, nel 1955, fece una delle più importanti mostre fotografiche di sempre “the family man”, portata in 69 paesi con più di dieci milioni di visitatori- e il realismo nella fotografia italiana (dopo la guerra Doisneau venne a Milano). DSC_3530 (2) ridotta elisabetta guidaD’altra parte ciò che lega Doisneau ai Fratelli Alinari, fondazione nata a Firenze nel 1852, è il ruolo di tutela, promozione e valorizzazione delle arti figurative
  • Luigi Rossi- presidente di Vidi- ha mostrato invece il filo rosso che lega “Le merveilleux quotidien” con la mostra su Senna e quella di Sironi e De Chirico, tutte a Monza, è l’allestimento. Si vuole fare vedere come vengono costruite le immagini nelle differenti arti.
  • Il Sindaco e l’assessore alla Cultura, hanno letto la fotografia di Doisneau come le immagini che raffigurano la Parigi del mito. Ed hanno voluto ribadire la vocazione culturale di Monza anche riguardo la decisione di allestire la mostra all’Arengario, il palazzo comunale della cittadina brianzola del XIII secolo.Elisabetta Guida

DSC_3521 ridotta elisabetta guidaRobert Doisneau, Le Merveilleux Quotidien, fino al 3 Luglio 2016. Arengario di Monza.

Photocredit: Il ritratto di Robert Doisneau è una cortesia dell’ufficio stampa. Tutte le altre fotografie sono mie e coperte da Copyright. In caso di violazione del diritto d’autore mi avvarrò di tutti gli strumenti legali che l’ordinamento mi mette a disposizione. Ovviamente lo stesso vale per il testo.

 

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