Come il Meraviglioso Mago di Oz (Marshall Vernet)

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Cat in Sicily ©MarshallVernet

“Urbis et Natura” di Marshall Vernet è un po’ come quando si guarda “Lost”, perché si pensa ecco la verità. E la verità davanti alle fotografie di Vernet è il senso del  Meraviglioso Mago di Oz, ovvero: siamo già quello che stiamo cercando. Non arriva subito, più una consapevolezza che si stratifica.

Li per lì appena ho visto le fotografie mi è venuto da pensare che tra città e natura non c’è una linea di demarcazione e poi al pizzo: esattamente al mio manuale di merletto: è stata questa la sensazione prevalente. Subito dietro risuonavano le parole del comunicato stampa: teatralità, geometria… che risucchiavano le immagini dietro i concetti che esprimevano. Ma alla fine è tutto un punto di vista.

Mi è sembrato che qui geometria non fosse altro che la costante di Fidia –uno scultore ateniese (lavorò alle statue del Partenone): meglio la proporzione aurea, il rapporto tra il tutto e la parte che ha formato il concetto occidentale di bello.

Fog ©MarchallVernet

Poi la teatralità. In genere è come se la si pensasse come un qualcosa in più, un elemento caricato… ma se il mondo reale fosse così e invece il problema di vedere le cose sbiadite fosse nostro? Certo c’ è la grafica, oggi quello che in fotografia si faceva in fase di stampa si fa a computer, con ciò, come si dice “Se la scarpa è giusta, mettitela”. E poi siamo sempre qui, il vangelo secondo Agrado:

Chimneys ©MarshallVernet

Una è tanto più autentica quanto più assomiglia all’idea che ha sognato di se stessa”. Che Marhall Vernet abbia sollevato il velo? Pensavo anche a tutti quei discorsi sulla bioarchitettura, ma c’è già, c’è sempre stata.

Marshall Vernet durante l’inaugurazione di Urbis et Natura alla Alson Gallery a Milano. ©elisabettaguida

Marshall Vernet mi fa pensare a quel film con Nicole Kidman su Diane Arbus, ho l’idea che sia uno che sa ascoltare. Anche il suo curriculum dà questa sensazione: laureato in lettereatura, inglese, francese e tedesca (non so se ne ho dimenticata qualcuna (forse inglese), a proposito parla perfettissimamente italiano); e il cinema, ha collaborando con Tony Scott a diversi film – “Deja Vu”, “The Fan”, “Enemy of the state”, “Domino”-. Insomma ha la visione. Elisabetta Guida

La mostra Urbis et Natura è alla Alson Gallery fino al 9 luglio in via San Maurilio 11 a Milano.

Per saperne di più: www.marshallvernet.com

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