E se un bosco…

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E se in uno di questi giorni un bosco si presentasse a casa vostra,  magari per  prendere un te? Allora succederebbe che suonerebbe il campanello, e dopo averlo invitato ad entrare  di  sicuro vi trovereste a vivere in una casa trasformata. Rami di pino, candele e frutta di stagione prenderebbero il sopravvento su ogni decoro precedente, modificando completamente l’atmosfera.

Poi certo ci sarebbero anche tutte le creature magiche che lo abitano, ma non bisogna farsi illusioni sul tempo che potreste passare con loro. Capita a volte che Il bosco sia di passaggio, perché per esempio sta andando a trovare qualche amico lontano ed il vostro appartamento si trova proprio di strada. Però considerate che al massimo si potrà trattenere solo durante le feste invernali, se no, la valle sentirebbe nuda e lo sostituirebbe con un altro intrigo di natura e magia. E sul punto bisogna stare molto attenti. In questi giorni sto leggendo un romanzo (“Cuore Oscuro” di Naomi Novik) dove in un regno antico vive un bosco cattivissimo che intende conquistare villaggi e città, inghiottendo la vita. 

Ma, pensiamo piuttosto ai preparativi. Se i dolci li porterà il bosco, ci sarà invece da scegliere le chicchere, le zuccheriere, i piattini e le teiere da mettere in campo. 

A proposito ho scoperto Astier de Villatte, una manifattura parigina, il cui nome tradotto in italiano suona come “Il Signore della villa nascota”. E se già l’appellativo basta a renderlo adatto a questi ospiti particolari, ho saputo altre particolarità. Intanto si dice anche che l’argilla delle sue ceramiche provenga direttamente dalla fanghiglia della Senna. E che l’antico proprietario del negozio dove vendono i loro manufatti fosse niente meno che Martin Biennais, il gioielliere che realizzò la corona e lo scettro di Napoleone. Ma il vero incantesimo di queste chicchere è il mix di imperfezione (fatta risaltare dalla pittura bianca) -saranno lavorate a mano?- e di ceramica sottilissima -sembrano delicate come un guscio d’uovo-.  L’effetto è la bellezza… quella sensazione in bilico tra finito e infinito…

@HazelTerry

A pensarci come avere un bosco ospite per un te.

Elisabetta Guida