Design week 2019 preview, 8 aprile, Palazzo Litta

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Bellissimo Palazzo Litta, quest’anno, meglio del solito. Mi ha lasciato solo un po’ perplessa Echo Pavilion dello studio Pezo von Ellrichshausen. La struttura a specchio all’ingresso. Ma il problema è mio ed esattamente l’aspettativa di uno spazio da condividere come in passato. Mentre questa è una scatola magica. Ma davvero e in un modo particolare quando la si osserva guardandola dal cortile su cui dà il foyer del teatro. Leggera e sognante come del resto segue tutta l’esposizione sul piano nobile del Palazzo.

Tra gli espositori mi sono interessati particolarmente:
1- Lo studio Babled. Loro fanno un tipo di design molto di nicchia, pezzi limitati, la pr mi diceva si tratta di al massimo 12 pezzi -anche se da quest’anno hanno deciso di aprire un e.coomerse-. Bella la seduta arancio attrae lo sguardo come un fiore. Ma di loro mi hanno colpito le luci, una perché era fatta con un sottilissimo foglio di marmo, l’altra… un vetro soffiato che mi ha ricordato la neve…

2- I tessuti antichissimi esposti accanto allo stoffa da parati a cui si ispirano. Mi hanno raccontato che la Kawashima Selkon Textiles è specializzata nella produzione di Kimono e Obi. Affascinantissimo

3-Poi, poi interessantissimo: Mitterteich 1400. Oh loro sono incredibili e con una storia incredibile. A cominciare dal fatto che 1400 sono i gradi che servono alla ceramica per cuocere, perchè loro sono piatti. E lo strano è che sono una costola del più grande produttore di porcellane turco. Costoro hanno deciso di investire su Mitterteich1400 lasciandole completa autonomia. Un indipendenza che si è tradotta in un progetto strepitoso, 176 stampi per creare 6 collezioni tableware. Ma, al di là, la vera forza a mio parere è il decoro funzionale. Cioè, ogni piatto è stato creato in collaborazione con chef, gourmet ed amanti del cibo in genere, perché ad ogni forma corrispondesse una mise en place. Ed ad esempio un certo tipo di decoro serve fare in modo che la spezia rimanga esattamente nel punto in cui è stata messa.

4- Poi Lithera ed i suoi meravigliosi tavolini da caffè. Si ispirano al generale Giorgio Maniace che rimprovera il militare Stefano “il Calafato”. Due personaggi del regno bizantino di Sicilia che hanno una grande valenza storica. Ed in omaggio ai due militari prendono il nome i tavolini da caffè: Maniace e Calafato. Un po’ come dire nonostante gli scontri siamo tutti fatti della stessa natura.

5- E la plastica, ah la plastica non è più quello si pensa. Quella di Axil sostenibile perché è completamente riciclata, poi Elisabetta Guida


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