Cos’è un gioiello? Il punto di vista di tre designers contemporanei

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(…Continua da “Cos’è un gioiello? Passando attraverso un diamante”)

Nel 2 sec. A.C. un marito doveva consegnare alla sposa due anelli, uno di ferro da portare in casa ed uno d’oro da portare in pubblico. Siamo ancora a questo punto? Quali le componenti che rendono un oggetto prezioso e quale il rapporto tra metasignificati, valore economico e forma? L’ho chiesto a tre giovani designer, Jongseok Lim (sud coreano), Koen Jacobs (olandese) e Yaje Hu (cinese), vincitori di Preziosa Young 2019, un premio internazionale creato e gestito da LAO, le Arti Orafe Jewellery School, una delle più prestigiose scuole europee, con sede a Firenze, di arti orafe.

Cos’è per te un gioiello?
Jonseok Lim- E’ qualcosa che esprime i miei pensieri. Sono affetta da un’immensità di pensieri che mi arrivano dalle cose di tutti i giorni, dal tempo metereologico, dal mio stato d’animo. Questo è il motivo per cui idee assolutamente intime sono incluse nel mio lavoro.
Koen Jacobs- La gioielleria per me è qualcosa di correlato al corpo, qualcosa che esprime la personalità di chi l’indossa, chi sei e chi vuoi essere. La gioielleria è portatrice di memorie personali e uno strumento per ricrearle.
Yaje Hu- All’inizio per me la gioielleria non era altro che una piacevole decorazione per il corpo di una persona, la sua funzione principale era vestire ed ornare. Fino ad oggi la vestibilità è stata uno dei valori più importanti per i consumatori. Ma la gioielleria contemporanea per me è una categoria di arte. Mi piace perché non è solo una questione di materiali preziosi e del loro normale modo di indossarli. Non ci sono limiti e quindi permette agli artisti di sperimentare liberamente. Ci sono nuovi materiali che hanno un interessante vestibilità. L’obiettivo del mio design è vestire un corpo ma anche dare valore ad un gioiello come oggetto d’arte. Attualmente sono focalizzata nella creazione di spille perché al momento preferisco concentrarmi sul modo attraverso la quale costruire un gioiello che sui possibili modi di indossarlo. Ma in definitiva sarà uno degli aspetti successivi del mio studio.

Koen Jacobs

Quali sono le componenti di un gioiello?
Jongseok Lim- I dettagli. Gli insetti sono davvero piccoli ma hanno molti dettagli nascosti e io li uso per la filigrana in modo da farli incontrare ed agire nella filigrana. Questo non significa che non faccia ricerca su altri materiali, al momento sto studiando la texture delle superfici, per esempio il punto di bruciatura della pittura.
Koen Jacobs- Fisicamente la gioielleria è il contenitore di memorie personali.
Yaje Hu- Dal mio punto di vista ci sono tre qualità fondamentali particolarmente importanti nella gioielleria: colore, struttura, consistenza.

Yaje Hu

Come scegli i materiali che usi?
Jongseok Lim– Uso fondamentalmente metallo perché ho una maggiore manualità con questo materiale e risulta stabile più di ogni altro. Questo non significa che non stia facendo ricerca. Al momento sto studiando la texture delle superfici, per esempio la pittura ed il punto di bruciatura.
Koen Jacobs- Ho deciso di utilizzare l’argento come base per costruire i miei animali. La preziosità di un materiale e le sue qualità tecniche mi permettono di fare lavori precisi e rifiniti. Per me le marionette sono loro stesse pezzi di gioielleria, per queste ragioni uso per l’intero scheletro, le catene e gli incroci l’argento. Poi ricopro lo scheletro di materiali come madreperla e minerali.
Yaje Hu- Al momento lavoro con le vernici acriliche perché la mia idea di gioiello si esprime al meglio con questo metodo, mi permette di stare in contatto con il colore. Dunque non ricerco solo le qualità tradizionali ma esploro l’utilizzabilità del materiale.

Jonseok Lim

A cosa pensi quando crei un gioiello e perché hai deciso di diventare un designer di gioielli?
Jongseok Lim- Penso alla novità figurativa e dalla sensazione che mi arriva. Mentre dipingo e scolpisco mi sento come se fossi appeso su una parete o nello spazio. Per me la maggiore attrattiva della gioielleria è che un gioiello può essere portato su un corpo, questo il motivo per cui sono diventato Jewel Designer. Le piccole forme di un gioiello possono essere usate per tutte le espressioni artistiche incluso dipingere e scolpire.
Koen Jacobs- Nella mia collezione “Artificial Kingdome” ho provato a richiamare la memoria di quando ero piccola. Ho analizzato i miei disegni da bambina per capire come vedevo il mondo. Il fascinoso per me è quello stato attraverso il quale realtà e fantasia si mischiano, una sensazione che ho cercato di utilizzare nel mio lavoro. Ho deciso di diventare una designer di gioielli dopo una settimana di stage alla Goldsmith Studio durante il liceo. Qui ho creato il mio primo gioiello in argento ed ero affascinata dal mestiere artigianale della gioielleria ed il fatto che fossi capace di portare a termine il processo tutto da me, a partire dal disegno fino all’oggetto finito, mi ha reso felice. Anche mia mamma ha lavorato per Goldsmith Studio.
Yaje Hu- Creare gioielleria è davvero interessante, un processo quanto divertente, quanto complicato, almeno per me. Il motivo è che dall’inizio alla fine il pezzo mi occupa tantissimo tempo inclusa la ricerca, pensare, sperimentare, poi ripensare, fare ecc… Sono davvero grata di vedere i risultati ed arrivare alla fine, perché il gioiello finito fa rimbalzare il mio cuore nel design e nel fare design. Studiare gioielleria contemporanea è la cosa che più ha influenzato la mia vita e la mia carriera. Prima di studiarla non c’era una cosa specifica che mi piacesse fare, poi ho trovato il mio destino e voglio votare me stessa a questo campo.

Yaje Hu

Cos’è la decorazione per te?
Jongseok Lim- Qualcosa di piccolo e molto speciale e la possibilità di scegliere.
Koen Jacobs– Per me la decorazione è qualcosa che abbellisce, tuttavia i miei animali scheletrici sono in un processo di trasformazione. Ho voluto imitare la natura, gli strati di madreperla o altro materiale decorano lo scheletro e nello stesso tempo danno loro un corpo.
Yaje Hu- Per me la decorazione non esiste da sola, dipende strettamente dal soggetto. Alle volte è necessario adottare la decorazione alle sue esigenze.

Cos’è per te l’idea di bellezza?
Jongseok Lim- Tutto quello che è naturale è bello, le mie forme derivano da forme naturali, oggetti che contengono forme organiche, geometrie, pattern, complessità/ricercatezza.
Koen Jacobs- Per me la bellezza è qualcosa di straordinario, qualcosa che crea una tensione tra valori contraddittori. Il prof. Ruudt Peters mi ha sfidato a cercare bruttezza. Ed è quello il mio punto di partenza, l’occhio aperto sul mondo. In questo modo trovo qualcosa di molto più interessante della bellezza tradizionale.
Yaje Hu- Non c’è una specifica definizione di bellezza. Spesso per me l’insolito è bello. Preferisco qualcosa che non segua le regole, dunque qualcosa di “strano” e davvero nuovo. Ci sono talmente tante specie di bellezza che sono interessata non tanto a quanto sia diverso ma alla sua unicità. E’ questo quello a cui miro

Elisabetta Guida

(Per chi fosse interessato a vedere dal vivo, fino al 6 novembre i gioielli saranno a Padova all’Oratorio di San Rocco poi l’esposizione -curata da Giò Carbone-andrà alla Galleria Belfi di Milano dal 15 gennaio 2020)