La collezione Bisazza 2018 per pareti e pavimenti

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©elisabettaguida
la collezione marmo

©Uno scorcio della collezione marmo 2018 vista da uno specchio dello showroom di Milano

La tendenza che si sta facendo strada, ormai, in ogni angolo dell’arredo è la rarefazione. E Bisazza questa settimana ha confermato il trend. D’altra parte chi meglio dello storico editore del mosaico? Dunque Le proposte per il 2018 sono disegni astratti, geometrie, mattonelle in tre dimensioni ottenute attraverso una combinazione di forme e colori -l’effetto è quello di camminare sopra una superficie gassosa-.

La fotografia è una cortesia dell’ufficio stampa

La fotografia è una cortesia dell’ufficio stampa

Insomma: leggerezza. Anche per il marmo, vera novità del catalogo Bisazza. Ho chiesto alla direttrice dello showroom milanese il motivo della sua messa in produzione.

Lo showroom di Milano

L’ho trovata una scelta curiosa.  Al Salone del Mobile 2016 è stato il boom della pietra, ed ad ogni designer a cui ho chiesto “il motivo” la risposta era essenzialmente quella che essendo un periodo di crisi, l’arredamento si spostava nel suo bene rifugio, puntando da una parte alle classi con molto potere d’acquisto e dall’altra per temporeggiare fino a che la percezione del trend si facesse più decisa.

La sezione di una malachite, design di Greg Natale. La fotografia è una cortesia dell’ufficio stampa.

Moire Black di Greg Natale è stata presentata alla deisgn week 2017

Il mosaico e le sedute (queste fatte con tecbica antica) di Marcel Wanders

Però oggi la direzione verso dove ci stiamo muovendo è chiara: si sta lavorando ad un nuovo concetto di bellezza.O meglio una bellezza che si scosta da quella patinata e comprende quello non si vede: ciò che si dà per scontato, quello a cui non si presta attenzione o non si rivolge un secondo sguardo, …direi la risposta occidentale all’idea di bellezza orientale.  Voglio dire prendete il modo di raffigurare la natura e la stessa collezione

Una piastrella disegnata a laser

Bisazza relativa al mosaico di vetro disegnata Greg Natale. La parola d’ordine è: forma organica. Dunque disegni che riprendono le figure abbozzate del terreno spaccato di un deserto riarso dal sole, i banchi corallini o la sezione di una malachite.Ma a proposito di Bisazza la scelta di inserirlo in catalogo è stata una naturale conseguenza nata dall’esigenza di ampliare i prodotti potessero abbinarsi e completare la proposta di arredo. Fermo il punto di vista decorativo nel trattare qualunque materiale.E a proposito particolari i mosaici a firma Marcel Wanders, lasciano perplessi. Il punto è che la tessera del mosaico è di dimensioni maggiori del normale e colpita dalla luce non ha il riflesso che ci si aspetterebbe. L’insieme è appiattito. Ma più ci penso e la raffronto con il mondo Wanders più mi convinco che è proprio l’effetto che il designer havoluto: un mosaico pop.

La fotografia è di Lewis Hine, via Wikipedia ed è di dominio pubblico

Interessanti le cementine. Le quali sebbene tutte siano state fatte a mano, per il disegno Bisazza s’è rivolta a David Rockwell. Che certo sono un impasto di quello che il designer è, dentro c’è architettura, la scenografia teatrale, ma soprattutto e sopra ogni cosa sono americane, tra la New York sofisticata e la cultura undrground. Mi hanno ricordato un po’ Haring, un po’ Rothko.

Indubbiamente rimane che usare questi elementi significa far girare l’arredo della stanza intorno alle pareti o al pavimento. E se un bel giorno ci si dovesse stufare di una forma o di un colore… beh vietato essere volubili. Ma si può sempre sollevare tutto e tornare in showroom. Elisabetta Guida

 

 

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