Ad ognuno il suo zerbino

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Zerbino in ghisa, (31 cm) Recuperando.com

Sarà il fascino del ferro battuto o della Ghisa -il ferraccio di fine 1800-, ma è un po’ come avere un bassorilievo sotto i piedi.

La casa di Renoir, Parigi. ©elisabettaguida

Questi zerbini nati per stare davanti alle porte delle case di campagna raccontano storie. E’ la bellezza: la mente che corre verso immagini di cancelli principeschi, scalinate, poi la metropolitana di Parigi, l’art deco.

Zerbino a forma di cicala. ©recuperando.com

Grattapiedi con Ananas. ©Recuperando.com

Ma forse per questo sarebbe più corretto parlare di un profumo. Perché con un zerbino così si può definire una casa. Sceglierlo come fosse un tatuaggio. Andare a cercare i significati nascosti di ogni immagine, di ogni decoro. Perché gli zerbini sono importanti: ci si ripulisce dal mondo.

Zerbino in ferro battuto ©bavicchi

Storicamente parlando non se ne sa molto. Tranne che in origine i “grattapiedi” servivano proprio per togliersi terra e fango dalle suole delle scarpe ed avevano la forma spartana di un bastoncino di ferro supportato da una base che lo teneva sollevato. Però ho scoperto che Zerbino era un Cavaliere che andato alla giostra di Baiona conosce Isabella e se ne innamora: parola dell’ “Orlando Furioso”.

Che sia questo il bello? Prima che fosse stato inventato Chanel n.5 tutto era ancora da scoprire. Dunque ad ognuno il suo zerbino.  Elisabetta Guida 

 

 

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