Carlo Magno va alla guerra

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Carlo Magno a caccia con alcuni vassalli.
(dal ciclo degli affreschi di Cruet)
La casa fortificata dei De La Rive. (c)Par Thierry74 — Travail personnel, CC BY-SA 3.0, Wikipedia

31 Marzo 2018- I signori De La Rive, vassalli di Amedeo V di Savoia, vivevano in una casa fortificata.

Una formella di ceramica invetriata con cui si ricoprivano le stufe. Metà del XIV secolo

Si trattava di strutture che non erano castelli, eppure era qualcosa di più di un’abitazione. Sorgevano ai confini di qualche regno o nei pressi delle strade medievali.

Messaggeri informano Carlo Magno della morte del Duca di Borgogna.
(Dal ciclo degli affreschi di Cruet)
Un’olifante della metà del XIIIsec. Era  un corno ricavato da una zanna d’elefante, che nel Medioevo si suonava come richiamo durante la caccia o in battaglia.

Quella dei De La Rive si trovava nel comune di Cruet nell’alta Savoia a trenta chilometri da Chambery, dove passava una strada importante che fin dall’epoca gallo- romana collegava Aosta a Vienna. Era una delle vie pretoriane -se ne ha traccia sulla tabula Peutingeriana, la mappa stradale dell’impero (l’Università di Cambridge l’ha messa online: http://peutinger.atlantides.org/map-a/)-, rimasta importante anche nel medioevo (allora si pensava che le strade romane fossero opera del demonio, essendo lastricate).Non sono riuscita a scoprire se proprio questa passasse davanti a casa dei signori De La Rive oppure facesse parte del reticolo di vie che portavano a Chambery.

L’inizio di una pagina del Roman de Merlin di Robert de Boron, redatto tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, narra la nascita di Merlino, il suo arrivo alla corte di Vertigier che ha usurpato il trono d’Inghilterra, il suo appoggio al re legittimo Uterpandragon, fino alla nascita di Artù e alla sua acclamazione a re d’Inghilterra dopo la celebre estrazione della spada dalla roccia. La miniatura raffigura Artù che insegue Rion re d’Irlanda. Libro conservato a Torino
Custodia in avorio di uno specchio portatile con due scene galanti. Fatto a Parigi

Ma di sicuro dovevano avere avuto una vita interessante e molto vicina a quello poteva il centro del mondo.  Dunque immaginate: persone nuove e cosmopolite da conoscere, musica, battute di caccia, tornei, feste, storie d’amore. Soprattutto queste ultime, perchè quelli erano i tempi dell’amor cortese, delle dame, dei cavalieri e delle “Chanson de Geste”.

Impugnatura di ago discriminatoio con Tristano e Isotta alla fontana

Così intorno al 1300 uno dei Signori De La Rive decise di fare affrescare -per 40 metri- le pareti del castello con un racconto di Bertrand De Ber Sur Aube, “Carlo Magno va alla guerra”, scritta nel 1180.

Girart incontra la duchessa di Borgogna e rifiuta di sposarla
(Dal ciclo degli affreschi di Cruet)

E’ la storia della Duchessa di Borgogna, una donna bellissima -occhi verdi, guance rosee, viso più bianco della neve- che rimasta vedova venne data in moglie da Carlo Magno in persona a Girard; un giovane di nobile famiglia caduta in disgrazia che entrò a servizio dell’imperatore come scudiero.

Palazzo Madama, il trono di Carlo Magno. (c) perottino

Ma le cose andarono per il verso sbagliato. Successe che la duchessa s’innamorò talmente di Girard ed ebbe l’impudenza di fargli lei stessa la proposta di matrimonio.

La prima notte di nozze di Carlo Magno e la duchessa di Borgogna. Palazzo Madama (c)Perottino

Lui spaventato rifiutò, ma Carlo Magno non si fece sfuggire l’occasione se la sposò. Ora la vita a Corte era difficile, considerato che la contessa continuava ad amare Girard. Una sera lo scudiero entrò nella camera da letto degli sposi per baciare il piede del re. Ma la regina approfittando della penombra mise sotto il viso di Girard la sua gamba che all’insaputa scoccò un bacio. Il fatto venne scoperto anni dopo. Fu l’imperatrice stessa a rivelarlo, durante un banchetto.

Spada detta di “San Maurizio” con fodero. Metà XIII secolo

Allora Girard viveva stabilmente a Vienne, la città che gli era stata donata dall’imperatore. Ma suo nipote -Aymeri- a Parigi per completare la sua educazione, era corte.

Sigillo equestre di Amedeo V, conte di Savoia.
Nel Medioevo il sigillo è lo strumento di convalidazione dei documenti e garantisce autenticità all’atto cui è apposto: in questo caso un importante trattato di pace tra Amedeo V e Giovanni II Delfino di Vienne. Il conte di Savoia è raffigurato come un cavaliere rivestito di cotta di maglia, al galoppo verso destra, con elmo sormontato da un pennacchio a ventaglio, ripetuto sulla testa del cavallo, spada nella destra e scudo nella sinistra. Lo scudo, la sella e la gualdrappa del cavallo recano le insegne del conte: una croce. La matrice in metallo di questo sigillo potrebbe essere quella commissionata da Amedeo nel 1292 a un orafo di Londra.

Fu uno scandalo, in aggiunta Aymeri tentò di colpire l’imperatrice con un coltello. Finì con una lunga contesa, per sette anni Carlo Magno assediò la città. Ci furono razzie, uccisioni, la distruzione dei raccolti. Dunque per evitare ulteriori spargimenti di sangue decisero, secondo le regole cavalleresche, di far battere i rispettivi campioni per assegnare la vittoria ad uno degli schieramenti. L’idea era fare decidere a Dio. Il quale non fu dell’idea, tanto che dopo aver separato i due cavalieri con una nube disse “Ma che fate? Andate in Spagna a combattere i miscredenti”. E la guerra terminò.

Bambola in terracotta, ritrovata in uno scavo archeologico nel quartiere della Cité a Losanna

Per fortuna, però, gli affreschi sono sopravvissuti¸ rimasti sulle pareti della casa dei De La Rive fino al 1985, quando per esigenze di restauro vennero strappati, rimessi a nuovo e conservati nel Musée Savoisien di Chambery.

Ma fino al 16 luglio saranno a Torino, esattamente nella Corte Medievale di Palazzo Madama; certo non solo loro.

Sedici piastrelle di pavimento
Fine XIII – primo terzo del XIV secolo. Le piastrelle provengono da uno dei pavimenti medievali rinvenuti nella Maison Tavel, la più antica dimora urbana conservata a Ginevra, i cui proprietari erano signori di Granges, nel Vallese. Il decoro, realizzato a stampo, presenta una composizione circolare con uccelli affrontati a fianco di un albero-palmizio, draghi e girali vegetali: una versione gotica di decori di origine tardo –antica e paleocristiana.
Cofano nuziale, 1350 ca.
Miniatore, maestro di corami e orafo francesi

L’idea  è riuscire a fare assaggiare un pezzetto della vita di corte. Dunque come per ogni storia ci vuole l’ambientazione. si comincia dalla casa fortificata di Cruet  -la sua storia, il ciclo pittorico-  per arrivare a conoscere la rete del potere dell’epoca; i committenti.

Denaro grosso
1285-1295 circa
Argento

A questo punto, le porte si aprono dei catelli della Savoia si schiudono alla vita come poteva apparire ad un visitatore: la guerra, i tornei, la caccia e i banchetti. Per poi addentrarsi sempre più passando per gli arredi, i poemi e i racconti con cui era costruito l’immaginario dell’epoca, le spese di corte, gli oggetti preziosi e i giochi, la tavola del principe, e l’aspetto religioso.

Dopo questa data (senza però i cinquanta oggetti ed il bell’ allestimento di Palazzo Madama) ci dovrà spingere nella Val d’Isere. E castello per castello, ho scoperto questo hotel –Chateau de la Tour du Puits– che farebbe proprio al caso! Un castello che neanche a farlo apposta nel 1200 fu residenza del cavaliere Du Puits. E comprensivo di un giardino segreto: Romantico. Elisabetta Guida

Per saperne di più:

www.palazzomadamatorino.it