Cabinet, scatoline e antichi bauli

Share
Didascalie: Cabinets sono il primo di Piero Fornasetti, L’ Elizabeth Cabinet di Mineheart disegnato da Young & Battaglia , di fianco, quello in legno e marmo di Arik Ben Simhon. Sotto, la credenza Save Empress Wu di Mineheart, disegnata da Jacky Tsai.


I segreti sono misteri: un po’ serve che nessuno sappia una verità che si custodisce ma dall’altra parte bisogna assolutamente che ci sia una relazione con qualcosa o qualcuno… E che quando si cominciano ad intessere e tirare fili, prima poi, qualcuno riesce a seguirli. Insomma una specie di messaggio in bottiglia.
Ci pensavo mentre guardavo cabinet, antichi bauli e scatoline. Ad essere concreti non c’è contenitore che non sia fatto per nascondere cose mai rivelate.


Leggevo di un manoscritto compilato nel 1229, il Codice Gigas, famosa perché si diceva che fosse la bibbia del diavolo. In realtà niente di tanto intrigante, ma la solita trascrizione del testo sacro. La leggenda nacque per un disegno del diavolo, che occupa una pagina intera ed assieme, alla credenza, che fosse stato completato in una sola notte. Ma in tutto questo permane una sorta di mistero, perché dal libro mancano otto pagine.
Così mi è venuto da pensare al vaso di Pandora dentro il ripiano di una credenza, tra piatti e bicchieri. O qualche bottiglia di acqua sgorgata dalla fontana dell’eterna giovinezza dentro un antico baule assieme alla mappa porta nel luogo dove Artù sta dormendo.


Anche se la prima associazione, quando ho guardato questi mobili contenitore è stata con i gioielli. Basta una scatolina sopra una scrivania e se lo sguardo si posa li, tutta la stanza inizia a girargli intorno. E le associazioni con i preziosi sono tantissime. Intanto l’infinità varietà: c’è ne sono di firmati, di fatti con le proprie mani, colorati, classici eclettici. Poi vestono più l’anima loro di un vestito. Dunque ecco, mobili contenitore a doppia faccia: scrigni di segreti inconfessabili e gioielli per le case.
Elisabetta Guida

I commenti sono chiusi.