Batteri a spasso

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Non c’è mai da stare tranquilli;  i batteri sono un esempio a proposito.  Non solo esiste un virus che ogni due giorni ne uccide la metà – e non si stanca di provare a concludere il lavoro con l’altra-, ma appena sono riusciti a trovare il modo di resistere agli antibiotici, abbiamo trovato il modo per venire a patti con queste strane creature capaci di infettarli. Fu Felix d’Herelle ad avere l’idea. 

Tutto iniziò nel 1800, quando questo signore prende il primo piroscafo che lo possa portare il più  lontano possibile dalle prigioni francesi -era disertore-. Arriva in Canada e impianta una produzione di Whisky. E si sa, le cose bisogna farle funzionare, così si mette a studiare microbiologia: l’obiettivo è fare fermentare il suo liquore. Ma studia, studia… si appassiona alla materia e scopre i Fagi,  gli organismi che infettano i batteri. Totale, se qualcuno si ammala  si analizza il virus  e gli si mandano i migliori killer a disposizione. Certo fantastico,  questa scoperta lasciata nel cassetto per anni, risolverà il problema alla resistenza agli antibiotici. 

Ma mettetevi nei panni di un batterio, difficile la vita, sembra la nostra,  sempre  alle prese con la mortalità del corpo e con un pianeta sull’orlo del collasso. Roba da diventare amici, se ognuno non combattesse per la propria esistenza.  Mi ricorda una serie, “Origin”, dove un gruppo di persone stava andando a colonizzare un nuovo pianeta, ma con loro un batterio, che allo stesso modo, cerca nuove opportunità. 

Eppure, a pensarci, l’unica cosa che entrambi possediamo è “il qui e ora”. Credo che se fermassimo il tempo vedremmo un immagine speculare. E forse se la vita si sviluppasse secondo criteri che una specie non inficia l’altra chissà… probabilmente un armistizio sarebbe possibile. Nessuno però ci vieta, allo stato attuale, di crearci delle parentesi.

A proposito nel 2016 Nature dava la notizia della scoperta dell’ Idonella Sakaiensis 201-F6. Si tratta di un enzima – cioè un organismo non vivente,  che non si replica e la cui funzione è quella di accelerare una reazione chimica- “mangia plastica”, prodotto da alcuni batteri. Qualche mese fa  intervistai Gregg Beckham, uno degli scienziati che identificò l’Idoenella  Sakaiensis, gli chiesi quando tempo ci sarebbe voluto perché la sua scoperta diventasse realtà di tutti giorni, mi rispose 5/10 anni.

 Ma ve li immaginate le colture di questi  ‘batteri’ amici? Facile , considerato che Gianni De Benedittis,  per futuroRemoto, il suo progetto, ci ha creato una Capsule Collection. È ‘Bacterium’ Gioielli  che ritraggono i batteri  in tutta la loro bellezza. Ed è proprio la bellezza che colpisce, ovvio  tutti seducono tutti e loro non fanno eccezione.  Questa però potrebbe essere un idea per  portarseli a spasso, magari per un te’ e forse accorgersi della perfezione del mondo.

Elisabetta Guida