Aspettando Durer. Albrecht: una rockstar

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Albrecht Dürer – Web Gallery of Art:   Image  Info about artwork, Pubblico dominio, via wikimedia commons

Fender; Jimi Hendrix Monterey stratocaster

13 febbraio 2018- Che uomo terribilmente interessante Albrecht Durer, aveva il fascino maledetto da rockstar. Quello di chi non può fare a meno di fare quello che fa, nonostante tutto. Sarà che anche l’aspetto ad un certo punto se ne rende conto e allora diventa magnetico, unico come chi lo porta.

Jimi Hendrix. (c)Ralpfueltzhoeffer/ www.lumas.com

A proposito Durer fu un uomo del rinascimento nato in un paese che non riusciva a venire fuori dal medioevo: lui trascinò la Germania nella contemporaneità di allora. E poi c’è il mistero. Perché Durer era un esoterista.

Bruce Dickinson. (c)The spectator

Prendete Melanconia I, un’incisione a bulino dipinta nel 1514, che in tema non smette di suscitare interesse; venne anche citata da Dan Brown nel “simbolo perduto”. Certo Durer non s’è risparmiato. A contorno di quello sembra un angelo pensoso c’è un quadrato magico.
Figura curiosa, si tratta di una serie di numeri interi disposta nella forma di una tabella quadrata la cui somma di ogni riga ed ogni colonna dà sempre lo stesso numero. Ebbene in diversi testi del 1400 veniva sostenuto che queste figure -in particolare quelle con ordine da tre a nove- fossero l’immagine dei pianeti e dei loro rispettivi angeli tutelari. Erano considerati magici e ci si costruivano talismani.

Melencolia I, Albrecht Dürer [Public domain], via Wikimedia Commons

Particolare. Il quadrato magico, Pubblico Dominio, Wikimedia Commons

Abbey Road. Beatles

Poi la campana, il coltello, il cane scheletrico, gli attrezzi da falegname, la scala a pioli, la bilancia per non parlare del titolo: Melanconia (I perché l’incisione fa parte di un trittico). Gli alchimisti abbinavano gli stati emotivi ai minerali e alla loro trasmutazione. Così il senso di impotenza, lo scoramento sono rapportati al piombo. Mentre l’arcobaleno, il pipistrello, la cometa sono la speranza; le chiavi il simbolo della conoscenza che rischiara le tenebre.
E Riguardo alla data che si trova incisa in Melanconia I sembra che il numero 1514 nasconda tutt’altro significato. In un volume “L’esoterismo di Albrecht Durer” Louis Gros, in arte Louis Barmont e membro della Fratellanza dei Cavalieri del Divino Paracleto, sostiene che combinato col quadrato magico, 1514 è l’inizio dell’età più oscura per l’umanità. Pare sia un ciclo di 6480 che si concluderà con la fine del mondo. E voilà. D’altra parte niente paura non sarà peggio d’avere Saturno contro. E comunque pare che la teoria accreditata riguardo a Melanconia I sarebbe la rappresentazione della trasmutazione, il passaggio dalle tenebre alla luce.

Albrecht Dürer [Public domain], via Wikimedia Commons. Ritratto di una veneziana.

Non so voi, ma a me vengono da pensare alle storie aleggiano sulle band dell’heavy metal, la copertina dell’album dei Beatles -quella con Paul Mc Cartney che attraversa la strada a piedi nudi ed alcuni ci vedono l’annuncio che il cantante sarebbe morto-. Creatività, marketing, oppure tutto vero, chissà. Però Durer…

La grande zolla, Albrecht Dürer [Public domain], via Wikimedia Commons

Certo era il Rinascimento, gli anni in ci si dava una prima scrollata dalla religione. Si voleva “sapere”, cercando negli antichi manoscritti, nelle conoscenze etichettate solo pochi anni prima come pagane. Il significato della parola “esoterico” non è altro che conoscenza segreta. Sembra che per Durer l’inizio di tutto fu un viaggio a Venezia, complice un’epidemia di peste che si abbattè sulla sua città natale, Norimberga intorno al 1494.

La lepre. Albrecht Dürer [Public domain], via Wikimedia Commons

Ma fu durante il secondo viaggio tra il 1514 e il 1515 che dipinse “ritratto di una giovane veneziana” che da qualche settimana spunta sui manifesti che colorano Milano. Non si sa chi sia, alcuni ipotizzano si tratti, a giudicare dagli abiti, di una donna milanese. Rimane che come per l’arrivo di una grande Rockstar, per “Albrecht Durer e il rinascimento tra Italia e Francia” a Palazzo Reale il prossimo 21 febbraio, in città sta crescendo l’attesa. E che  lui era proprio un bel tipo. Elisabetta Guida

l’una di notte del 14 febbraio- In queste ore, ovunque, sta uscendo un titolo simile al mio riferito ad un altro pittore, doppiato da un musicista in un documentario. Se mai vi venisse il dubbio chi mi sia lasciata ispirare da questi, vi prego leggete il mio e i loro prima di farvi un opinione. 

 

 

 

 

 

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