Una domenica pomeriggio da Toulouse-Lautrec e il suo mondo fuggevole

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Henri de Toulouse-Lautrec. L’immagine è una cortesia dell’ufficio stampa.

Non sono una persona che gira intorno alle cose. Quindi arrivo subito a raccontare la mia esperienza.

Premetto che, scrivendone, ho la fortuna di vedere le mostre in anteprima stampa e la conferenza di “Toulouse-Lautrec. Il mondo fuggevole” sembrava estremamente interessante.  Un po’ perché si trattava di parlare di una mostra con più di 200 opere ma soprattutto perché sarebbe intervenuta la direttrice del museo Toulouse-Lautrec di Albi, da dove provengono la maggior parte delle opere. E che questa mostra fosse “roba grossa” si vedeva dalla partecipazione di Domenico Piraina, Direttore di Palazzo Reale. Tuttavia impegni sopravvenuti mi hanno impedito di partecipare. Così l’idea era scrivere un articolo con diverse opinioni, dove io e le mie amiche ci saremmo confrontate sulla mostra, e dunque pubblicare qualcosa di più vero, meno edulcorato, proprio com’è.

Totale: appuntamento con Giuseppina alle 16.30 davanti a Palazzo Reale. La fila è stata abbastanza veloce. Dopo aver pagato il biglietto chiedo se è possibile fare fotografie e mi dicono di no. Strano ovunque nel mondo è possibile, l’unica richiesta è che non si usi il flash, e comunque non capisco come nelle anteprime stampa si possa fare di tutto, quando entra il pubblico pagante mille vincoli.

1-Prima Giustificazione. L’addetto di Palazzo Reale giustifica la sua risposta con “ah ma la stampa è diverso”, ecco apriamo una parentesi che mi tocca particolarmente sul vivo: “Capitolo Stampa”.   Forse cent’anni fa aveva senso identificare la categoria con qualche grosso giornale, oggi non credo sia più così.

©StefanoBonomelli.
L’immagine è una cortesia dell’ufficio stampa. Peccato non abbiano pensato di dare, tra quelle dell’allestimento, almeno una fotografia di un  opera di Lautrec  accostata a una stampa giapponese, visto che anche il titolo della mostra richiama al mondo fluttuante ed hanno un ruolo quasi da coprimario in  tutta l’esposizione.

Penso alle vendite -ai dati reali (intendo non la copia regalata, contata come venduta)- della carta stampata. Penso alla mia esperienza sui mezzi pubblici nell’ora di punta o in qualche sala d’aspetto.  A me non capita quasi mai (se non rarissimi casi) di vedere qualcuno con in mano qualche rivista. Né quando curioso sui dispositivi elettronici dei vicini  mi succede do vedere sui loro tablet le versioni online di qualche giornali (e nonostante la pubblicità che si fanno). Dunque qual è il senso? La tecnologia ha cambiato il modo di vivere, di sapere, ha permesso di confrontare la qualità di quanto viene scritto, di scegliere. Perché  vivere nel vecchio? La pubblicità gratuita fa tanto orrore a Palazzo Reale? E per quanto mi riguarda: le persone che lavorano senza chiedere in cambio cataloghi e/o trattamenti di favore sono così di cattivo gusto?

Henri de Toulouse-Lautrec. La fotografia è una cortesia dell’ufficio stampa

2- Seconda Giustificazione. “Le opere sono di collezionisti privati” dunque alludendo ad una sorta di riservatezza, che peraltro sparisce nelle riproduzioni del Bookshop. E comunque la maggior parte delle opere sono arrivate dal museo di Albi. Ma anche se ci fosse un vincolo dato dalla proprietà non avrebbero potuto inserire l’icona vietato fotografare? (Se andate su wikipedia sotto Toulouse Lautrec si  può trovare la prima immagine che ho pubblicato,quella che ritrare Jane Avril in regime di dominio pubblico) 

Subito ci danno due audioguide senza spiegarci come funzionano. Mentre siamo a schiacciare i vari pulsanti per essere illuminati dalla voce della Signora Zeri incisa su nastro, ressa per accedere alla prima sala. C’è un gruppo, ma il problema vero è che alcune sale sono molto, molto piccole (che è anche il fascino dell’allestimento); si sarebbero dovuti riservare degli orari durante il giorno solamente per le visite guidate, o quanto meno avvisare e dimezzare il costo del biglietto.

Intendiamoci le opere sono F A N T A S T I C H E, così belle da spezzare il cuore. Se decidete di andare guardate anche per me, ancora una volta, la stampa giapponese nella seconda sala, proprio la prima che si incontra è  da impazzire…  Poi gli oli su cartone, i disegni, le fotografie. Bellissimo l’allestimento, poi oggetto di discussione davanti a una cioccolata da Giacomo, il caffè di Palazzo Reale. Intrigante la scelta espositiva. L’unica cosa che ci ha trovato in disaccordo è stata quella che avrebbero dovuto segnalare gli ambienti con stampe a forte connotazione erotica per dare modo ai genitori con bambini di scegliere. Secondo me è perfetta così. Credo che la sessualità sia una parte di noi, bisogna smettere di mitizzarla, penso che giustamente filtrata per consentire a un bambino di capire, sia l’antidoto per non crescere con la mentalità cattolico-pruriginosa. Ma facile parlare quando non si hanno figli.

Ho preso la fotografia da wikipedia. ed è tra quelle in mostra. L’immagine è di dominio pubblico.

Quello che invece non mi piaciuto è l’atmosfera sacrale che aleggiava per le stanze della mostra. Che tristezza fare questo proprio a Lautrec, il re degli anticonformisti. Ma direi fare questo a una mostra come se fosse qualcosa per intellettuali, per le menti sopraffine. Prego di ricordare che la storia dell’arte è la somma algebrica di tutte le cantonate che i vari esperti, studiosi & curatori si sono presi dalla preistoria ad oggi. Voglio dire (e lo scrivo sempre) l’arte ha a che fare con la vita, è fatta di passione. Non esistono gli Intellettuali e poi i subumani, perché cultura è anche il modo di impugnare una forchetta o scegliere un vestito. Insomma è tutto. E a guardare le code che c’erano ieri a Palazzo Reale, credo dobbiamo essere orgogliosi di essere italiani, i quali nonostante tutto, e per solo amore della bellezza frequentano i musei dedicandoci il poco tempo libero e i denari sempre più scarsi. Ma questa è la mia opinione. Elisabetta Guida

Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec
Palazzo Reale, Milano (Piazza Duomo 12)
17 ottobre 2017 – 18 febbraio 2018

Informazioni e prenotazioni: T.+39.02.54915

www.palazzorealemilano.it
www.toulouselautrecmilano.it

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